SINDACATI NON RAPPRESENTATIVI FIRMANO CONTRATTO A PERDERE

Anaste, l’associazione che rappresenta le imprese private di assistenza residenziale agli anziani, ha sottoscritto un contratto nazionale pirata con sindacati non rappresentativi (Ciu, Snalv Confsal e Confelp), tagliando fuori Cgil, Cisl e Uil che si erano opposte – anche con lo sciopero – alle inaccettabili richieste datoriali ora invece recepite dal contratto pirata.
La Fp Cgil lo definisce “un fatto molto grave non solo perché il contratto, che interessa una platea di oltre 15 mila lavoratori, è peggiorativo per i lavoratori interessati, ma anche perché Anaste con questa scelta disconosce l’accordo sulla rappresentanza sottoscritto con Confcommercio, l’associazione alla quale aderisce”.

Si chiude così, secondo la Fp, “per sola responsabilità di Anaste ogni possibilità di ripresa del confronto per il rinnovo del contratto nazionale” che aveva visto “una straordinaria giornata di sciopero della categoria, lo scorso 27 marzo, contro le inaccettabili proposte di Anaste. Le stesse messe nero su bianco nel contratto pirata”.
L’accordo, infatti, prevede la facoltà del datore di lavoro di programmare servizi su 40 ore (anche se c’è una conferma, solo surrettizia, dell’orario a 38 ore) “retribuendo – spiega la Fp Cgil – le 2 ore in più con una maggiorazione omnicomprensiva del 10%, senza che siano considerate lavoro supplementare o straordinario. Inoltre nel contratto ci sono interventi peggiorativi sulla retribuzione della malattia, l’abbassamento dei permessi di riduzione oraria (Rol), la soppressione della quattordicesima per i nuovi assunti e la riduzione a 50 ore dei permessi per il diritto allo studio”.

Non solo; il contratto Anaste “interviene pesantemente anche nel campo delle relazioni sindacali, prevedendo la nomina del delegato unico aziendale, effettuata di concerto dai soggetti firmatari del contratto, e demanda a livello aziendale materie importanti come la eventuale assistenza legale dei dipendenti o la retribuzione della reperibilità, che, in assenza di accordo, deve essere effettuata senza alcuna indennità. Infine non viene riconosciuta nelle declaratorie la figura dell’Operatore socio-sanitario”. Sul fronte economico, “gli incrementi salariali, dopo un’attesa di 8 anni, vanno da 32,34 euro lordi per il primo livello a 53,18 euro lordi per i quadri, mentre niente è previsto a copertura degli anni precedenti”.

“È del tutto evidente – dice la Fp Cgil – che con l’aumento di 2 ore dell’orario settimanale, gli interventi su malattia e permessi e l’aumento tabellare irrisorio a distanza di 8 anni, il costo del contratto è completamente autofinanziato dai lavoratori. Un contratto che non solo peggiora le condizioni dei lavoratori ma, allo stesso tempo, interviene pesantemente sulla qualità dei servizi. Per queste ragioni – conclude la Fp Cgil – metteremo in campo tutte le azioni necessarie perché questo contratto pirata, del tutto illegittimo, non trovi applicazione”.