ARTIGIANI: ASSISTENZA SANITARIA INTEGRATIVA ANCHE AI FAMILIARI

Si allarga il fondo di assistenza sanitaria integrativa regionale per i lavoratori dell’artigianato che da oggi potranno assicurare anche i propri familiari.
È questa la novità presentata da Sani.In.Veneto, il fondo regionale costituito nel 2013 da Confartigianato Imprese, Cna, Casartigiani, Cgil, Cisl, Uil che attualmente conta 115 mila lavoratori iscritti (su 135 mila dipendenti in regione). Con l’estensione ai familiari dei dipendenti delle imprese artigiane la platea potenziale si allarga ora ad una forbice che va dalle 230 mila alle 345 mila persone.

Sani.In.Veneto consente ai lavoratori di beneficiare, tramite il versamento del proprio datore di lavoro, di una serie di prestazioni sanitarie integrative gratuite nate dagli accordi delle parti sociali venete ed assicurate dalla compagnia Rbm Salute Spa con il supporto di Previmedical Spa. Nel 2016 sono state 90mila le prestazioni rimborsate agli iscritti.
Oggi a questa tutela gratuita, prevista dal contratto collettivo nazionale, viene aggiunta la possibilità – per i lavoratori – di assicurare uno o più componenti del proprio nucleo familiare attraverso un nuovo servizio chiamato Sani In Famiglia.

Sani.In.Veneto (e quindi anche Sani in Famiglia) si distingue dagli altri fondi sia perché assicura tutte le prestazioni sanitarie (più di 3.600, non solo per la cura ma anche per la prevenzione e i controlli, anche presso strutture non convenzionate e a domicilio), sia in quanto rimborsa degli importi prestabiliti (l’indennizzo è prefissato e commisurato alla gravità ed alla complessità della prestazione richiesta, anche in caso di prestazione non onerosa). Il Fondo è semplice nel suo utilizzo (è possibile presentare anche la cartella clinica o i referti della prestazione effettuata o la documentazione relativa alla prestazione), chiaro e trasparente (non vi sono scoperti o franchigie e l’utente può verificare in anticipo gli indennizzi previsti e non vi sono valutazioni soggettive o clausole vessatorie). Il rimborso avviene inoltre, mediamente, in sole due settimane.

“Oggi prende corpo una delle prime aspirazioni delle parti sociali che hanno dato vita a questo fondo: migliorare la vita sia dei soci che degli aderenti a questa forma di assistenza. Un obiettivo raggiunto anche grazie alla diffusione degli sportelli di Sani.In.Veneto sul territorio regionale: sono ben 190 e sono uno dei motivi di successo del Fondo” spiega Donato Pedron, presidente di Sani.In.Veneto.

“Le tutele per i familiari conviventi sono già attivabili da questo mese di aprile” sottolinea Jimmy Trabucco, direttore del Fondo. Nel dettaglio, con un versamento aggiuntivo, la copertura potrà da oggi andare a beneficio anche del coniuge fiscalmente non a carico, il convivente more uxorio e i figli fra i 2 e i 30 anni e quelli con disabilità. La quota di adesione (fiscalmente deducibile) a Sani In Famiglia è fissata in 90 euro annui a familiare e per tale costo Ebav (Ente Bilaterale Artigianato Veneto) ha previsto per il primo anno un contributo di 45 euro per ogni familiare iscritto.

“In una fase di difficoltà per le famiglie, anche in una regione come il Veneto dove la sanità è eccellente ma costa – sottolinea Patrizio Tonon del settore lavoro e contrattazione di Cgil Veneto – l’avvio di Sani in Famiglia rappresenta un intervento particolarmente importante perché offre l’opportunità di allargare le tutele ai familiari con un costo davvero contenuto”.

“Sani.InVeneto è il Fondo più importante in regione per numero di adesioni – aggiunge Giulio Fortuni della Cisl – e la sanità integrativa è sempre più necessaria: lo dimostra il fatto che le famiglie sono mediamente state costrette a ridurre la spesa sanitaria del 10%”.