Informazione televisiva veneta a rischio

La Slc Cgil scrive al Presidente del Veneto, al Presidente del Consiglio regionale, al Corecom.
La legge di bilancio del 2018 stabilisce la vendita all’asta delle frequenze per la diffusione della tecnologia 5G, che ha fruttato ben 6,5 miliardi per le casse dello Stato.
Ciò comporta la necessità di liberare quelle frequenze e trasferire il sistema radiotelevisivo nazionale e locale sulle frequenze rimaste a disposizione.

Per le televisioni locali – dichiara Nicola Atalmi, della Slc Cgil Veneto – ciò significa che verranno ritirate tutte le frequenze attualmente usate e che, per trasmettere, dovranno noleggiarne di nuove presso l’operatore nazionale che si aggiudicherà l’assegnazione attraverso un bando nazionale.
C’è il concreto rischio che si crei un vero e proprio monopolio, il cui detentore potrebbe decidere i canoni di servizio, senza temere concorrenza, e scegliere se per ottimizzare la banda trasmettere inizialmente con lo standard attuale per poi passare progressivamente al più moderno DVBT-2/HEVC, o partire da subito con la nuova tecnologia, magari proprio per le Tv locali. 

Quest’ultima scelta comporterebbe, già dal 1° settembre di quest’anno, l’inaccessibilità alle Tv locali per tutte le famiglie in possesso di una televisione con tecnologia antecedente al 2017.
È evidente come una decisione simile per le Tv locali, che coprono spesso un’utenza popolare e di età avanzata meno incline o impossibilitata ad acquistare l’ultimo modello di televisione, sarebbe letale.
Ma per il Veneto ci sarà un problema in più: a causa di una restrizione delle frequenze per sovrapposizione con quelle assegnate al Friuli Venezia Giulia e all’Emilia Romagna, in importanti zone della nostra regione, come la Sinistra Piave trevigiana e il Polesine, le televisioni venete rischiano sostanzialmente di non essere visibili.
C’è, in definitiva, il pericolo concreto di chiusura per alcune televisioni locali.

Il sistema delle televisioni locali venete ha un ruolo importantissimo nell’informazione locale e una diffusione territoriale in stretta connessione con la società veneta ed il suo sistema economico, oltre ad occupare centinaia di tecnici e giornalisti.
Chiediamo si intervenga subito per garantire che questa innovazione tecnologica non vada a discapito della possibilità per tutte le famiglie di poter accedere all’informazione locale, che si garantisca il pluralismo nella possibilità di trasmissione, impedendo la creazione dell’ennesimo monopolio, che sia garantita la copertura territoriale di tutto il Veneto per le nostre televisioni locali.
“Per queste ragioni – conclude il sindacalista – invieremo oggi stesso un documento sul tema al Presidente Zaia, al Presidente Ciambetti e al Corecom”.