Mobilitazione settore tessile per rinnovo CCNL, presidio a Vicenza

La dichiarazione di Michele Corso (Filctem Cgil Veneto)

Martedì 22 giugno, nell’ambito della mobilitazione nazionale per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale SMI tessile/abbigliamento industria, in piazza Castello a Vicenza, davanti alla sede di Confindustria, si terrà un presidio delle lavoratrici e dei lavoratori organizzato da Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil.

Il settore Tessile Abbigliamento – dichiara Michele Corso, segretario generale Filctem Cgil Veneto – è caratterizzato da una struttura produttiva “di filiera”, dove coesistono grandi aziende (Marchi) e un tessuto di piccole e medie imprese che ne costituiscono l’ossatura portante e che operano nei distretti territoriali in modalità interconnessa. 

È a mio avviso fondamentale, per preservare e implementare le caratteristiche di unicità ed esclusività, per poter competere nella globalizzazione e salvaguardare le competenze: prevedere progetti di investimento a breve, medio e lungo periodo; prevedere percorsi di formazione continua e attuare una gestione di governo condivisa tra le parti, datoriali e sindacali, idonea al rilancio del sistema moda. 

In altri termini, diventa fondamentale rilanciare il settore attraverso politiche tutelanti, azioni contrattuali e quant’altro riteniamo necessario per aggredire il piano inclinato (per cause strutturali, di sistema Paese, di mercato e per cause esogene dovute alla pandemia) lungo il quale sta “scivolando” SMI. In tale ottica diventa fondamentale rafforzare il ruolo della contrattazione di primo e secondo livello e/o territoriale prevedendo, dove non ci siano le RSU, il confronto con le OO.SS. territoriali. 

Per queste ragioni va prorogato il blocco dei licenziamenti (che scade fra dieci giorni) e rinnovato il contratto collettivo di lavoro. Per questi motivi è inaccettabile la chiusura di Confindustria Moda, che si sottrae a questo impegno. 

È profondamente sbagliata la posizione di Confindustria Moda che vuole imporre la gestione unilaterale dell’organizzazione del lavoro; modificare materie quali la flessibilità, gli straordinari e gli orari di lavoro, le ferie ad uso e consumo del sistema delle imprese, per non parlare della proposta scandalosa del salario, con un aumento di 56 € lordi in tre anni.   

Domani, martedì 22 giugno, sarà la giornata di mobilitazione per difendere e proporre il rinnovo del contratto nazionale: sono previsti presidi in tutta Italia e anche in Veneto, a Vicenza.
Il modello che ostinatamente SMI/Confindustria ci ripropone non è il nostro modello, la nostra storia contrattuale è una storia importante di relazioni industriali che va rispettata e non tradita! “

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