LA CGIL DEL VENETO CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE. RINVIATA LA CONFERENZA STAMPA PREVISTA PER IL 24 IN RISPETTO DEL LUTTO CITTADINO PER I FUNERALI DI VALERIA SOLESIN

Quasi 68.000 donne nel Veneto nell’ultimo anno sono state vittime di violenza, non solo fisica ma anche, e prevalentemente, sessuale. Un problema di vasta portata, toccato con mano da una donna veneta su 3 nel corso della sua vita, di fronte al quale le misure di contrasto sono poche e frammentarie. Nonostante le leggi nazionali e regionali approvate in questi ultimi anni, che pure hanno rappresentato un primo passo avanti, risulta ancora insufficiente il grado di sensibilizzazione e soprattutto di prevenzione di questi fenomeni. Così come risulta inadeguata la risposta delle istituzioni dal punto di vista del sostegno alle vittime, basti pensare alle difficoltà in cui versano i consultori familiari, costantemente sotto organico in particolare nei servizi di consulenza legale e sostegno psicoterapeutico, alla scarsa diffusione dei centri antiviolenza (cui recentemente la Regione aveva anche ipotizzato di tagliare le risorse), per lo più retti sul volontariato ed in grado di accogliere complessivamente un’utenza inferiore alle 3.000 persone all’anno, ossia una goccia in un mare oscuro, complesso e difficile.
Non va molto meglio sul piano delle molestie e dei ricatti sessuali nei luoghi di lavoro dove quasi una lavoratrice su 10 nel “civile” Veneto si trova esposta ad episodi di questo tipo. Si tratta di problematiche complesse e difficili cui la Cgil sta cercando di rispondere da un lato attraverso accordi aziendali ad hoc, dall’altro con momenti di formazione mirata per mettere i propri delegati in grado di prevenire e contrastare le molestie.
Su questi due aspetti verterà in particolare la riflessione del sindacato veneto in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, che tra l’altro, porterà quest’anno la Cgil ad abbracciare anche un’iniziativa a carattere culturale e, naturalmente, tutta al femminile.
Per presentare la situazione, le proprie riflessioni e le richieste alle istituzioni (Regione in testa), oltre che le iniziative messe direttamente in atto per sostenere la piena dignità delle donne nella vita e nel lavoro, è organizzato un incontro con la stampa giovedì 26 novembre alle ore 10 a Venezia, di fronte alla stazione FS
Con l’occasione saranno forniti dati relativi alla violenza sulle donne nel Veneto – quarta tra le regioni italiane per abusi sessuali – ed alle principali caratteristiche che la connotano.
Un analogo report riguarderà le molestie nei luoghi di lavoro con una rilevazione sulle capacità (ancora troppo scarsa) di reazione delle donne, sulle ripercussioni e sugli esiti dei ricatti.

La conferenza stampa, organizzata in un primo tempo per il 24 novembre, è stata sospesa e rinviata al 26 in rispetto del lutto cittadino ed in segno di solidarietà a Valeria Solesin ed alla sua famiglia nella giornata dei funerali.
L’incontro con la stampa del 26 novembre a Venezia cade in occasione di una iniziativa cui partecipano donne provenienti da tutto il Veneto che vuole unire la promozione della cultura, quale canale fondamentale di lotta alla violenza ed all’intolleranza, all’impegno per affermare il valore della libertà che riguarda in particolare le donne, ancora oggetto tante volte di discriminazioni e di abusi anche in Italia e nel Veneto.
Questa iniziativa sarà dedicata a Valeria Solesin che per la Cgil incarna i valori positivi di donna colta, giovane, autonoma, impegnata nel sostegno dei deboli, nemica della violenza, dell’oscurantismo e di tutti i fanatismi.
Nell’invitare i lavoratori veneti a dedicare il 24 novembre, in occasione dei funerali di Valeria, un pensiero ai valori della pace e della convivenza civile, la Cgil regionale ribadisce la più ferma condanna del terrorismo che è l’antitesi di tutto questo.
Il contrasto al terrorismo non può farci smarrire il bisogno di distinguere tra i folli che cercano di destabilizzare la convivenza civile e le tragedie di quanti fuggono dalle guerre, ai quali va garantita la necessaria accoglienza.
In tale ambito occorre intensificare le politiche di integrazione che sole possono delineare un futuro di pace in Italia e in Europa isolando chi, strumentalmente. in nome della religione sparge morte e terrore.