BANCA POPOLARE VICENZA: PREOCCUPAZIONE DELLE SEGRETERIE CGIL E FISAC DEL VENETO PER I DIPENDENTI DELLA BANCA  E DELLE SOCIETA’ CONTROLLATE

Non siano i lavoratori a pagare per le responsabilità dei vertici. Il rilancio della banca sia improntato a garantire solidità e trasparenza, prospettive certe ai lavoratori del gruppo e un sostegno alle imprese e alla clientela.

Le Segreterie della Cgil e della Fisac Cgil del Veneto esprimono forte preoccupazione per quanto sta emergendo, a seguito dell’inchiesta avviata dalla magistratura, in Banca Popolare di Vicenza. Una serie di operazioni messe in atto dai precedenti vertici della banca, ora sotto inchiesta, hanno messo in grande difficoltà una azienda che è stata per anni fulcro dello sviluppo della nostra regione. La Popolare di Vicenza, alla vigilia di un complicato aumento di capitale e della sua trasformazione in spa, deve ritrovare la trasparenza e la solidità necessarie per continuare a fornire sostegno all’ economia del territorio in cui opera e prospettive certe ai lavoratori del Gruppo.

Le future operazioni societarie che coinvolgeranno l’istituto dovranno avvenire su basi solide, senza seguire solo criteri dettati dall’appartenenza geografica o di “campanile”, e senza far pagare errori commessi dai vertici aziendali ai lavoratori del gruppo. Per questo siamo preoccupati dei contenuti del piano industriale, presentato il 30 settembre scorso, all’interno del quale l’azienda conferma la chiusura di 150 sportelli, il taglio di 575 posti di lavoro e la possibilità di cessioni e/o riorganizzazioni delle società controllate. Il sindacato è fortemente impegnato per ridurre al massimo le ricadute sui lavoratori del gruppo e non lascerà solo nessun dipendente, a prescindere dall’azienda per la quale opera.

Seguiremo con attenzione le operazioni in corso ma fin d’ora ribadiamo che nessuno può pensare di scaricare sui dipendenti errori e responsabilità di chi ha guidato l’azienda fino ad oggi.