PIANO SOCIO SANITARIO: SCARTO TRA OBIETTIVI E SITUAZIONE EFFETTIVA

Nel Veneto c’è uno scarto non da poco tra gli obiettivi dichiarati dal piano socio-sanitario e lo stato effettivo delle strutture e dei servizi. Il timore è che con il nuovo piano 2019-2023 si ripeta questa stessa incongruenza, tanto più a fronte del vincolo dell’invarianza della spesa contenuto nel provvedimento.
Lo ha detto la Cgil veneta nel corso delle audizioni da parte della quinta commissione del consiglio regionale sul nuovo piano socio sanitario 2019- 2023.

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PARTE L’INIZIATIVA PER IL DIRITTO ALLA SALUTE

Con un convegno di due giorni (il 4 e 5 luglio a Roma) cui hanno partecipato sindacalisti, esperti e rappresentanti delle istituzioni, la Cgil ha dato il via ad un’iniziativa sulla sanità. Obiettivo è costruire una mobilitazione unitaria che riporti al centro il diritto alla salute, coinvolgendo i cittadini e le associazioni.
L’idea è quella di partire dal territorio per arrivare a una grande iniziativa nazionale, come accadde nel ‘78 quando anche grazie alla battaglia dei lavoratori fu conquistata la riforma sanitaria.
Alla base, un documento formulato al termine dei lavori.

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LINEE GUIDA IN AMBITO SOCIO-SANITARIO: LE OSSERVAZIONI DELLA CGIL

La Cgil Veneto assieme allo Spi e alla Fp regionali ha presentato al Presidente ed ai componenti della Quinta Commissione del Consiglio regionale un documento di osservazioni e proposte relativamente alle “linee guida per la predisposizione da parte delle aziende ed enti del Servizio Sanitario Regionale dei nuovi atti aziendali e per l’organizzazione dei distretti, del dipartimento di prevenzione e del dipartimento di salute mentale” (Pareri alla Giunta Regionale N. 189).

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INTERRUZIONE GRAVIDANZA: IN VENETO DIFFICOLTÀ NELL’APPLICAZIONE

Nel Veneto il 76% dei ginecologi e l’80% del personale sanitario sono obiettori di coscienza e la regione si trova in coda tra tutte quelle italiane (assieme a Calabria, Umbria e Valle d’Aosta) per la lunghezza dei tempi di attesa tra il rilascio della certificazione e l’intervento di interruzione di gravidanza, che in molti casi viene effettuato al limite dei tempi (3 mesi dal concepimento) oltre i quali non sarebbe più possibile.

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NUOVI LEA E NON AUTOSUFFICEINZA: UN SEMINARIO IN CGIL

Quali saranno le ricadute per i cittadini – in particolare veneti – dei nuovi Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) e dei criteri di ripartizione del Fondo per la non autosufficienza? Per trarne una valutazione e rilanciare su questi temi un impegno dell’organizzazione a tutti i livelli, la Cgil del Veneto, assieme alla Fp ed allo Spi regionali, ha organizzato un seminario per lunedì 3 aprile (ore 9,30), nella sede della Cgil regionale a Mestre in via Peschiera.
Si tratta di temi particolarmente delicati che riguardano le condizioni della popolazione, non solo anziana. A ciò si aggiungono, a livello regionale, le novità legate alla riorganizzazione sanitaria, con l’accorpamento delle Ulss, che sostanzialmente conferma una volontà di sanitarizzazione del sistema.
Al seminario interverranno Stefano Cecconi (Cgil nazionale) e Raffaele Atti (Spi nazionale).

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SANITÀ: LE OSSERVAZIONI DELLA CGIL ALLA REGIONE

La Cgil del Veneto il 22 novembre, in occasione delle audizioni avviate dalla Regione, ha presentato al Consiglio regionale le proprie Osservazioni sulla legge Finanziaria regionale per il 2017 ed il Bilancio di previsione pluriennale (2017-2019) relativamente alle tematiche socio-sanitarie.
Il testo è stato consegnato al Presidente della quinta Commissione Consiliare.

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