LEGALITÀ NELLA LOGISTICA: UN TAVOLO CON GOVERNO E IMPRESE

È aperto, nella sede del Ministero dello Sviluppo Economico, il “tavolo della logistica” che vede governo, sindacati e parti datoriali impegnati in un confronto sul comparto.
Il confronto è iniziato il 19 ottobre ed il 29 novembre Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno presentato “un pacchetto di proposte utili a interrompere i meccanismi distorti perpetrati nel settore attraverso la pratica degli appalti, ormai completamente fuori il controllo degli stessi committenti”.

Proposte orientate a bloccare la proliferazione “di soggetti che, contando anche su una normativa poco stringente, si stanno insinuando” nel settore, attraverso la “costituzione di società a basso rischio di capitale (spesso in forma di cooperative, al fine di poter sfruttare la facoltà di poter comprimere i trattamenti economici e i diritti dei soci lavoratori) e presentando offerte basate su una forte contrazione del costo del lavoro”.
Obiettivo del sindacato è “giungere a un protocollo di linee guida condivise sul modello organizzativo del settore”, da realizzarsi assieme alle parti datoriali e ai ministeri dello Sviluppo Economico, dell’Interno, del Lavoro e dei Trasporti.

Il comparto, scrivono Filt, Fit e Uiltrasporti, deve essere “tutelato dalle infiltrazioni, continuamente monitorato e supportato, anche con forti impegni sul versante della legalità e dell’affermazione delle regole, dei contratti e dei diritti dei lavoratori”, e in esso deve trovare “piena applicazione la legge 199/2016 sul caporalato”.  Serve dunque un forte “impegno istituzionale: solo così questo settore strategico per il Paese potrà essere un reale volano per lo sviluppo economico e per la buona occupazione”.

Nella bozza di protocollo i sindacati chiedono la realizzazione “di controlli e verifiche da parte degli organi ispettivi, mirati e a tappeto, a partire dalle grandi infrastrutture della logistica (porti, interporti, aree di smistamento delle merci), creando le sinergie necessarie coi soggetti pubblici che hanno competenze in tali siti”. E auspicano la definizione di “un patto di solidarietà tra imprese, che preveda un agire comune in occasione di blocchi di attività al di fuori delle normative”.

Per Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti è fondamentale “abbandonare la pratica del massimo ribasso” e assegnare gli appalti in base “all’offerta complessivamente più vantaggiosa”, garantendo così il pieno rispetto delle regole, del contratto e la miglior capacità organizzativa. E chiedono che nel contratto tra impresa affidataria e impresa esecutrice sia “esplicitato il divieto di subappalto o sub-affidamento”. Riguardo le imprese, i sindacati sollecitano l’adozione di “un apposito elenco (white list) delle imprese che operano in correttezza e di un altro elenco (black list) in cui segnalare le imprese non virtuose, cui non sarà possibile affidare attività”.

Nel pacchetto di proposte spicca anche la richiesta della “definizione di un tabella ministeriale sul costo del lavoro relativo al contratto nazionale”, da cui consegue l’impegno, chiesto alle aziende, di “non assegnare, in occasione di appalti, affidamenti e terziarizzazioni, attività al di sotto dei valori previsti nel ccnl”. Infine, i sindacati richiedono la definizione di “una normativa che apra anche al settore l’applicazione del meccanismo del cosiddetto “reverse charge” (inversione contabile), come già avviene nell’ambito di appalti-affidamenti operati da enti o imprese pubblici, relativamente alla corresponsione dell’Iva a carico del soggetto appaltante”, attribuendo quindi al committente il compito di versare l’Iva della ditta appaltata.

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