BITONCI ATTACCA IL CORTEO DEI METALMECCANICI. GLI RISPONDONO FERRARI E TREVISAN

Il sindaco di Padova, Massimo Bitonci, se la prende con la manifestazione dei metalmeccanici, in programma per domani, 20 luglio, perché “crea danni ai commercianti e ai cittadini”.
Così Bitonci, nella cui visione evidentemente la vita democratica e, con essa, la libertà di manifestare in modo pacifico passerebbe in secondo piano rispetto ad una accampata “quiete” delle botteghe, annuncia l’intenzione di eliminare le manifestazioni in centro storico.

“La manifestazione della Fiom – dice – creerà grandi disagi ai nostri commercianti, agli ambulanti e a tutti i cittadini. Da sindaco, esprimo loro la mia solidarietà e ribadisco che sono contrario a questo genere di iniziative, che ciclicamente si ripetono. I cortei nei centri storici delle città andrebbero vietati”.
Ma non è tutto. I toni del sindaco salgono ancora: “Dov’è finito – dice Bitonci – il decreto sicurezza annunciato da Matteo Renzi in tempi di campagna elettorale? Allora il premier aveva promesso di concedere ai sindaci la possibilità di vietare alcune manifestazioni. Oggi, finita la campagna elettorale, se n’è dimenticato. La responsabilità di quanto accadrà domani a Padova è quindi solo del governo. Scaricare le colpe sui primi cittadini è troppo facile. Sono a fianco dei padovani e contro chi danneggia il commercio del nostro territorio. Il diritto di manifestare va salvaguardato – sottolinea il sindaco – senza ledere però i diritti degli altri. Le nostre Piazze, tra le più antiche e belle d’Italia, non sono il luogo adatto per lo svolgimento di cortei e dimostrazioni pubbliche”.

Bitonci, invece di attaccare i lavoratori che tanti sacrifici hanno fatto in questi anni, dovrebbe esprimere rispetto e solidarietà risponde Christian Ferrari, Segretario generale della Cgil di Padova.
“Domani – dice Ferrari – migliaia di metalmeccanici di tutta la provincia sciopereranno per 8 ore e manifesteranno nel centro di Padova per chiedere il rinnovo del contratto e gli aumenti salariali indispensabili per condurre una vita dignitosa e per sostenere le proprie famiglie. Questo succede in un tempo di crisi che ha falcidiato tantissimi posti di lavoro nel nostro territorio, contraendo brutalmente le retribuzioni di chi ha la “fortuna” di avere ancora un’occupazione. Nel frattempo le disuguaglianze sociali hanno raggiunto livelli inaccettabili e mai visti nella storia recente, con poche persone sempre più ricche e la stragrande maggioranza del popolo che fa fatica ad arrivare a fine mese o, in una sua parte consistente, è al di sotto della soglia di povertà.
Ci si aspetterebbe da parte di un Sindaco una parola di solidarietà e di sostegno, la dimostrazione di rappresentare un’intera comunità e non solo una sua piccola parte. Invece Massimo Bitonci polemizza con i lavoratori e pretende di vietare loro il diritto di manifestare nel Centro della città. Per farlo invoca addirittura leggi sulla sicurezza che nulla hanno a che fare con le manifestazioni sindacali che, storicamente, hanno sempre contribuito a rendere più democratico e più sicuro il nostro Paese e non hanno mai rappresentato un problema di ordine pubblico.
Ci teniamo a ricordare al Sindaco che Padova non è una città della Turchia di Erdogan e che l’articolo 17 della Costituzione vale anche tra le nostre Mura. Le piazze del Centro Storico non sono di sua proprietà e non sono un centro commerciale, ma appartengono a tutti i padovani che hanno il diritto di viverle, di frequentarle, di trasformarle sempre di più in uno spazio di democrazia e di partecipazione alla vita civile, sociale, politica della Comunità locale e nazionale.
Il percorso della manifestazione è stato concordato con le autorità di pubblica sicurezza e, come sempre, i lavoratori sapranno far valere i loro diritti democraticamente, nel pieno rispetto della città”.

Di seguito la risposta di Luca Trevisan, segretario generale della Fiom del Veneto.
“Con la sua uscita circa il corteo dei metalmeccanici di domani – dice Trevisan- e la messa in discussione delle democratiche, libere e pacifiche manifestazioni nel centro cittadino, Massimo Bitonci si presenta non come “sindaco di tutti” ma come fonte di divisioni in una città che è sempre stata unita e solidale.
Specialista nell’erezione di barriere e separatismi, Bitonci invoca addirittura il “decreto sicurezza” di fronte ad una manifestazione cui sono attesi migliaia di lavoratori in lotta per un contratto dignitoso dopo anni di sacrifici e difficoltà. Lavoratori che esercitano un diritto garantito dalla costituzione e che meriterebbero solidarietà e non demonizzazioni da parte di chi è al governo di una città industriale del nordest.
Bitonci non può permettersi di ascrivere ad un problema di ordine pubblico una legittima iniziativa dei metalmeccanici a sostegno dei propri diritti e del proprio lavoro. Così come non può pensare alla città come ad un luogo asfittico, in cui vietare le espressioni civili e democratiche di chi vi abita.
Padova non è né un museo né un supermercato. È una città vivace e vitale in cui fervono idee, confronti, iniziative. Non si metta Bitonci ad incrinare questo tessuto.”