VENETO STRADE: URGE UN TAVOLO REGIONALE CON TUTTE LE PROVINCE

Lavoratori sul piede di guerra a fronte della vicenda di Veneto Strade, la società di manutenzione e gestione della rete viaria partecipata dalle Province (50%) e dalla Regione (30%), in forti difficoltà di sostenibilità finanziaria, a fronte della mancata copertura economica da parte delle Province.
La situazione più critica riguarda la provincia di Belluno dove sono occupati i due terzi dei circa 300 lavoratori e dove la gestione della rete stradale è particolarmente delicata per la morfologia del territorio e le condizioni climatiche.

“Dal primo di marzo – riferisce Federica Vedova, Segretaria regionale della Filt Cgil – non sappiamo come la società potrà far fronte al pagamento delle retribuzioni e nemmeno come verrà garantita la stessa operatività aziendale.
In questi mesi abbiamo assistito ad un balletto di ipotesi contrastanti da parte di diversi soggetti, mentre nei fatti nessuna soluzione concreta è all’orizzonte. I tempi stringono, i lavoratori sono fortemente preoccupati ed il Veneto produttivo e turistico ha necessità di strade sicure e di una rete efficiente, possibili solo a fronte di una manutenzione ed una cura che solo una società con la struttura e le dimensioni di Veneto Strade può garantire.
Per questo – aggiunge Vedova – è urgente la convocazione di un tavolo di coordinamento regionale con tutte le Province (così come da noi formalmente richiesto dopo aver già incontrato la Regione) che affronti la questione complessivamente e costruisca soluzioni praticabili, sia sul piano della tutela dei lavoratori che della continuità operativa.
I lavoratori, che in questi giorni hanno tenuto assemblee nei vari luoghi di lavoro, sollecitano risposte chiare e concrete e sono pronti alla mobilitazione qualora non si vedessero vie d’uscita fattibili.
Il sindacato unitariamente è al loro fianco e non accetterà soluzioni che vadano a spezzettare la società e a smantellare le professionalità. Il Governo deve rendere disponibili le risorse economiche perché non è accettabile questo stato di incertezza su una funzione così indispensabile quale quella della viabilità.”