NUOVO ISPETTORATO UNICO SUL LAVORO: SI RISCHIA UN FLOP

20170202_102729 (002)Dal primo gennaio di quest’anno è attiva la nuova agenzia unica ispettiva (Ispettorato Nazionale del Lavoro) che unifica le funzioni ispettive di Inps, Inail e Ministero del Lavoro (ex Ispettorato) nell’intento di coordinare e rendere più efficace la vigilanza contro abusi, evasioni, mancato rispetto delle norme di sicurezza. Ma come sta funzionando?
Ne hanno parlato in una partecipatissima assemblea regionale, organizzata dalla Fp Cgil, i diretti interessati (funzionari ispettivi INPS – INAIL – ex DTL) ed il quadro emerso pone non poche perplessità ed interrogativi.

Infatti, anche se l’Agenzia Unica esiste sulla carta, non si vede a nessun livello un coordinamento definito e nemmeno una gestione uniforme delle attività, stante che i 100 ispettori presenti nel Veneto rimangono (e sono destinati a rimanere) ognuno nella struttura di provenienza.
A differenza di prima, con la costituzione dell’agenzia unica l’ispettore che si presenta nelle varie aziende deve essere in grado di valutare la congruità ed il rispetto delle norme in materia di lavoro sotto tutti i piani e non più solo relativamente al proprio segmento. Ma ad oggi non è stata fatta nessuna formazione comune che consenta l’acquisizione di competenze idonee al nuovo ruolo multifunzionale, non ci sono stati percorsi di affiancamento necessari per migliorare le conoscenze e la capacità di districarsi sull’ampio ventaglio di problematiche da affrontare, non c’è una banca dati unica cui fare riferimento ed, anche sul piano strumentale, le dotazioni (computer, ecc.) sono insufficienti.
Così come decisamente sottodimensionata è la dotazione organica ereditata dall’agenzia nel suo insieme (100 ispettori in tutta la regione a fronte di 435.000 imprese attive!), mentre sul piano retributivo non è stata operata nessuna perequazione economica del personale che, secondo il sindacato, è invece “indifferibile”.

Insomma, nata sotto la scelta vincolante del “costo zero”, la nuova agenzia non è in grado di effettuare i necessari investimenti né sul piano tecnologico né su quello delle risorse umane ed il rischio è che l’azione di vigilanza anziché potenziarsi arrivi addirittura a perdere efficacia rispetto a prima.

 

Questo il commento e la nota di Assunta Motta, Segretaria regionale della Fp Cgil del Veneto:
La domanda è semplice e spontanea: le auspicate innovazioni della pubblica amministrazione tendono al miglioramento oppure al peggioramento delle funzioni e dei risultati dovuti ed attesi dai cittadini?  La partecipatissima assemblea regionale della Funzione Pubblica CGIL Veneto dei funzionari ispettivi INPS – INAIL – ex DTL, ha affrontato nel merito le problematiche insorte con la costituzione della nuova agenzia Ispettorato Nazionale del Lavoro attivata dal primo gennaio di questo anno.
È palese che la illegalità socio economica del lavoro diventa ogni giorno più aggressiva a danno dei lavoratori e delle imprese che invece rispettano le leggi, a vantaggio di autentici criminali sociali che scelgono la illegalità del lavoro ed il mancato assolvimento dei doveri contributivi, assicurativi, fiscali e di sicurezza costringendo le imprese sane alla inevitabile cessazione.
È storicamente provato che tale situazione diventa paradossale perché la mancata tutela della legalità a cura dello Stato scoraggia e sfiducia proprio i cittadini onesti.
Conferma incontestabile di tale micidiale aggravamento è data, tra gli altri, anche dagli eventi infortunistici mortali e gravi, che avvengono sempre più spesso, anche nel nostro territorio, presso aziende che ricorrono abitualmente al lavoro nero ed irregolare.
In tale contesto la costituzione ed attivazione della agenzia Ispettorato Nazionale del Lavoro appare problematica, in quanto attua strumenti e soluzioni assolutamente inadeguate rispetto al contesto sociale descritto e decisamente in riduzione rispetto alla precedente efficienza.
Infatti la scelta vincolante del costo zero impedisce la possibilità di attivare i necessari investimenti destinati all’indispensabile potenziamento tecnologico ed alla indifferibile perequazione economica del personale già appartenente al ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Di fatto la innovazione viene attuata con effetti in grado di ridurre l’azione di vigilanza anziché potenziarla, a tutto vantaggio di coloro che sfidano e violano la civiltà delle regole.
Specifiche problematiche vengono segnalate dal personale ispettivo delle precedenti Direzioni Territoriali del Lavoro, sia per la vigilanza ordinaria che tecnica, il quale legittimamente auspica in questa fase una rivalutazione del proprio ruolo istituzionale e che invece ora teme, unitamente al personale INPS ed INAIL, che alle antiche carenze se ne possano aggiungere delle nuove, a danno della efficacia della azione ispettiva e del  personale addetto alla vigilanza, con la conseguenza di agevolare anziché contrastare l’imponente azione dei sempre più numerosi ed arroganti criminali sociali.

SI alla ottimizzazione e condivisione del meglio delle precedenti esperienze
NO alle azioni dilettantesche in grado di peggiorare i risultati precedenti