L’IMPEGNO DELLA CGIL DI BELLUNO SUI REFERENDUM

volantinoDopo la delibera della consulta Costituzionale che ha dato via libera al referendum su due quesiti, abolizione dei voucher e ripristino della Responsabilità solidale negli Appalti, bocciando invece quello sul ripristino dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, la Cgil di Belluno è fortemente impegnata nella campagna referendaria per i “2 Sì” al voto che dovrebbe svolgersi tra il 15 aprile e il 15 giugno.

“La mancata autorizzazione del referendum sull’articolo 18, anche se su questa scelta della Consulta la Cgil interverrà alla Corte Europea, non fa venir meno la portata dei due referendum su Voucher e Appalti – ha detto nel corso di un incontro Mauro De Carli, Segretario Generale della Camera del Lavoro – perché questi interessano le condizioni materiali di vita e di lavoro di milioni di lavoratori, condizioni che stanno peggiorando continuamente e con esse anche quelle complessive del nostro modo di vivere, delle aspettative di futuro di tanti cittadini.

La vendita e l’utilizzo dei voucher è aumentato esponenzialmente, coprendo l’intera gamma dei lavori possibili, non solo nelle casistiche di occasionalità o di lavorazioni domestiche; anzi trovano ampio utilizzo nei settori del terziario, commercio e turismo in sostituzione dei normali contratti stagionali o a termine.
Non rappresentano un fenomeno marginale, non vengono spesi solo per pensionati e cassaintegrati quote risibili, ma vengono utilizzati per una fetta di lavoratori con una età media di 35.9 anni di età, per un valore di 88 milioni di ore complessive; questa fascia di persone/lavoratori si stanno precludendo qualsiasi possibilità previdenziale per il futuro, hanno solo una mera sopravvivenza, meritano invece il diritto di maggiori garanzie per costruirsi un sistema di vita possibile e migliore. I Voucher sono uno strumento malato che va abolito, non possono bastare modifiche minime come già si sta dichiarando negli ambienti del Governo, proponiamo invece che ad ogni lavoro ci sia sempre un contratto.

Sugli appalti infine il governo ha scientemente approvato il codice degli appalti senza la responsabilità solidale lasciando quindi una fetta consistente di lavoratori italiani senza coperture economiche e previdenziali nei casi in cui una ditta in appalto non sia in grado di reggere i costi di gestione dell’appalto stesso. Questione che spesso accade, in cui si nascondono anche fenomeni di illegalità e soprattutto di truffe ai danni dei lavoratori. Il governo ha scelto che il lavoro di “frontiera” (voucher e appalti) sia un lavoro senza tutele, probabilmente senza qualità; quella stessa qualità che così facendo mancherà all’intero sistema produttivo italiano, destinato in tal modo ad una bassa crescita, senza sviluppo.

Questa è anche la sfida che lanciamo in tutto il Paese, perché la qualità del lavoro è determinante per crescita complessiva dell’Italia stessa e va abbinata alla qualità dei diritti di chi lavora. Per questo in Italia 1.1 milioni di elettori hanno sottoscritto ciascun quesito referendario e 1.2 milioni hanno firmato la Carta dei Diritti universali del Lavoro quale proposta di Legge complessiva; circa 2.500 firme vengono dalla nostra provincia e sono il segnale più eloquente di come lavoratori e cittadini vogliono poter votare, respingono le parziali rassicurazioni di chi promette modifiche parziali”.

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