Veneto, dall’emergenza a un nuovo modello di sviluppo

La campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale e per l’elezione del Presidente della Giunta veneta cade in un frangente storico senza precedenti, almeno nel nostro passato recente.
La stessa data dell’appuntamento elettorale – spostata dalla primavera all’autunno, prolungando di diversi mesi la durata naturale della Consiliatura – rappresenta un’anomalia di cui non si ricordano precedenti e che conferma l’eccezionalità della fase.
La pandemia ancora in corso – e che sbaglieremmo a considerare superata finché non arriverà il vaccino – ha sconvolto abitudini di vita, equilibri sociali, assetti economici, oltre a determinare indicibili sofferenze e innumerevoli lutti.
Il dibattito pubblico non sembra però all’altezza della sfida che abbiamo di fronte: uscire dall’emergenza sanitaria costruendo un nuovo modello di sviluppo.

L’attuale sistema economico mostrava la corda già prima dell’arrivo del Covid, che ne ha fatto esplodere tutte le contraddizioni, ed è impensabile che dopo tutto quello che è accaduto si torni a come eravamo prima, pensando di far finta di nulla.
Da una crisi di questa portata si può uscire peggio o meglio di come ci si è entrati, noi pensiamo che il nostro Paese e la nostra Regione abbiano tutte le risorse per seguire la seconda strada, tornando a produrre ricchezza e a distribuirla equamente.
Per riuscirci bisogna affrontare la rivoluzione tecnologica e risolvere la questione ambientale e climatica con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle fasce di popolazione che sono state fin qui ai margini o sconfitte dal processo di globalizzazione che investe il pianeta ormai da decenni.
Va innanzitutto sventato il rischio che le prossime settimane siano affrontate in maniera stanca e routinaria, con il favore del caldo e della distrazione dai temi dell’attualità che sempre accompagnano i giorni di vacanza e di riposo, perché anche dalla qualità del confronto elettorale dipendono le politiche regionali dei prossimi cinque anni.

La Cgil del Veneto non intende rimanere alla finestra, ma vuole contribuire a far emergere il punto di vista del mondo del lavoro, le sue esigenze, le proposte e le priorità, offrendole alle altre forze sociali e a chi si contende la vittoria elettorale.
Vuole farlo nella sua autonomia, senza la presunzione di avere ragione, ma con la consapevolezza e la conoscenza della società di chi vive quotidianamente al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati difendendone i diritti e la dignità.
E nutrendo un’idea complessiva su ciò che serve al Veneto e all’Italia nel tempo che ci aspetta.
Nelle pagine seguenti la nostra lettura dello stato delle cose, il punto nave sulla situazione attuale, e il nostro progetto, la nostra rotta.

Mettiamo questo documento al servizio di tutti coloro che hanno a cuore il nostro territorio e chi lo abita, che merita una svolta in grado di restituirgli fiducia nel domani, e il desiderio di contribuire con la propria intelligenza e il proprio lavoro alla trasformazione e al progresso della nostra comunità.