Il pescatore di plastica

Sabato 12 settembre 2020 – ore 9.30
Auditorium San Nicolò – Calle San Nicolò – Chioggia

“Il nostro mare lo salvi chi può” è la campagna della FLAI CGIL. Al via da venerdì le iniziative nelle marinerie italiane. Sabato 12 settembre a Chioggia la conferenza “IL PESCATORE DI PLASTICA” alle ore 9.30 nell’auditoriun san Niccolò.
Si tratta della presentazione del professor Roberto Odorico (Università di Padova) del vademecum per i pescatori che sono impegnati nella raccolta della plastica che è devastante per I nostri mari. Come noto, il paradosso è stato – negli anni scorsi- che i pescatori siano stati multati perchè avevano recuperato in mare ingenti quantità di materie plastiche. Sono previsti interventi delle marinerie e le conclusioni di Antonio Pucillo, del dipartimento pesca della Flai Cgil Nazionale.

Di seguito il comunicato della FLAI CGIL nazionale

“Lo scorso anno, con il PROGETTO PESCA della FLAI CGIL, abbiamo realizzato la ricerca “Il nostro mare lo salvi chi può”, per affrontare il tema dell’inquinamento prodotto dalla plastica nei nostri mari, ne è uscito un quadro preoccupante e non solo per l’ambiente, ma per il futuro di questo settore: si stima che sulla superficie marina globale, siano presenti circa 5,25 trilioni di pezzi di plastica; e si calcola che nel Mar Mediterraneo siano presenti in superficie tra 1.000 e 3.000 tonnellate di accumulo di plastica. Oggi proseguiamo il lavoro di quella ricerca con “Il pescatore di plastica”, un nuovo lavoro che affronta il tema del rifiuto in mare e di come, una volta ‘pescato’, deve essere trattato e stivato sull’imbarcazione, fornendo informazioni utili alla salvaguardia della salute e della sicurezza dei lavoratori. La nuova campagna parte questo fine settimana in varie marinerie d’Italia”. Ne dà notizia la Flai Cgil in una nota.
“La plastica – spiega la Flai Cgil – sporca l’imbarcazione, danneggia l’attrezzatura, fa perdere del tempo durante l’attività di cernita del pescato, è pericolosa per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Crediamo sia necessario mettere in campo delle soluzioni e partire con il recupero di quanto è già presente nei nostri fondali sarebbe un buon inizio. I pescatori posso svolgere questa attività, trasformando un problema in una risorsa e nello stesso tempo tutelerebbero la filiera e l’ambiente. Per fare questo è necessario avviare un percorso di formazione e informazione dei lavoratori sul giusto modo con cui vanno maneggiati e stoccati i rifiuti che vengono trovati in mare”.

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