TURISMO: FINALMENTE IL CONTRATTO PER LE AZIENDE CONFESERCENTI

Dopo cinque anni è stato siglato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs il rinnovo del contratto nazionale del turismo per le aziende aderenti a Confesercenti. Sono stati sottoscritti tre verbali di rinnovo (pubblici esercizi, alberghi e campeggi e agenzie di viaggio) e un protocollo aggiuntivo che motiva le ragioni di questa impostazione, determinata dal mutato contesto della contrattazione di settore, dalla necessità di evitare ulteriori fenomeni di dumping fra le differenti discipline contrattuali esistenti e di salvaguardare il “sistema Confesercenti”.

L’aumento economico varia a seconda delle figure professionali, in linea con gli altri contratti nazionali di settore: per alberghi e campeggi l’aumento, retroattivo dal 1° gennaio 2018, sarà di 88 euro. È prevista una tantum di 936 euro al 4° livello che verrà erogata in cinque tranche mensili; la scadenza di questa intesa è prevista per il 31 dicembre 2018.
Per le agenzie di viaggio e turismo l’aumento dal 1 gennaio 2018 sarà di 88 euro. Anche per questo settore la scadenza prevista è il 31 dicembre di quest’anno.
Per i pubblici esercizi e la ristorazione collettiva l’aumento dal 1° gennaio 2018 sarà di 100 euro suddiviso in 4 tranches (25 euro dal 1° gennaio 2018; 20 euro al 1° gennaio 2019; 20 euro al 1° febbraio 2020; 15 euro al 1° marzo 2021; 20 euro al 1° dicembre 2021).

“Abbiamo finalmente chiuso una vertenza che si trascinava da più di 5 anni, aggiungendo un nuovo importante tassello per la ricomposizione del quadro contrattuale che riguarda il settore del Turismo – si legge in una nota della Filcams – L’accordo consegna ai lavoratori per i diversi settori risposte che mancavano da troppo tempo”.
Tra le novità più importanti, le norme che regolano il mercato del lavoro; l’aggiornamento e il miglioramento delle tutele riferite alla genitorialità, il contrasto alle molestie sessuali e il sostegno ai lavoratori con figli con problemi di inserimento scolastico dovuto a deficit di apprendimento, in realtà in cui la presenza di lavoro femminile è preponderante”.