SICUREZZA SUL LAVORO: IL TEATRO DI FORMAZIONE NEL SETTORE SOCIO ASSISTENZIALE

“Assistere in sicurezza – we care about you”, ovvero come prendersi cura di sé stessi mentre si lavora per assistere le persone più fragili. È l’ambizioso progetto che per la prima volta mette insieme Inail, Inca Veneto, Cgil, Spisal e le fondazioni O.I.C. e I.R.P.E.A. di Padova per aiutare una nuova cultura della sicurezza tra i lavoratori del settore socio assistenziale, facendo ricorso anche al teatro.
“L’industrial theatre, nato in Sudafrica in contesti ad alto rischio per i lavoratori – spiegano i promotori del progetto – entra per la prima volta in Italia nel mondo della formazione legata alla salute e alla sicurezza sul lavoro in un settore delicato come quello socio-assistenziale”.

Il progetto, indirizzato ai lavoratori delle Fondazioni Oic e Irpea, è finalizzato a incoraggiare la comunicazione e la sensibilizzazione attraverso una modalità più emozionale e coinvolgente sul tema della salute e sicurezza (il teatro, appunto), a motivare i partecipanti ad affrontare queste problematiche con un atteggiamento più proattivo ed a stimolali a una riflessione sulla cultura della sicurezza per riuscire a indurre comportamenti più funzionali e sicuri.
A partire dai prossimi giorni nella sede dell’Oic di Padova i lavoratori delle due fondazioni diventano appunto attori e sceneggiatori. Il laboratorio di teatro-formazione prevede un’attività dinamica che alterna momenti pratici ad analisi del lavoro svolto, consentendo di rivalutare la dimensione del “gioco” come elemento centrale per favorire l’apprendimento e la correzione di atteggiamenti errati nelle quotidiane giornate lavorative.

“Da diversi anni, spiega Daniela Petrucci, direttore regionale Inail Veneto – la Direzione Regionale Inail collabora con Enti ed Associazioni sul territorio per la promozione e la divulgazione di buone prassi di prevenzione per la salute e la sicurezza dei lavoratori. In questo contesto si colloca la nostra disponibilità a collaborare con il Patronato Inca Veneto, coordinatore e proponente del progetto e con gli altri partner istituzionali. L’iniziativa, infatti, rivolgendosi ai lavoratori che usualmente si prendono cura degli ospiti anziani, sufficienti e non autosufficienti, vuole in estrema sintesi ‘portare cura a chi si prende cura’ e rientra quindi a pieno titolo nel quadro delle strategie di intervento dell’Istituto”.

“Essere promotori di questo progetto ci riempie di grande soddisfazione – afferma Anna Maria Bilato, coordinatrice regionale Inca Veneto – Per la prima volta il nostro patronato diventa parte attiva nel promuovere percorsi formativi in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. L’attività di formazione e informazione che proponiamo rivolge la sua attenzione in particolare ai soggetti deboli, quali i lavoratori stranieri e le lavoratrici. L’utilizzo dell’industrial theatre crediamo sia il mezzo ideale per comunicare e stimolare una cultura della sicurezza più consapevole e proattiva”.

“Il progetto ha l’ambizione di costruire una modalità nuova di formazione dei lavoratori in cui essi stessi siano artefici e protagonisti della prevenzione”, aggiunge Liviano Vianello, responsabile di unità operativa semplice medicina del lavoro Spisal Ulss 16 Padova.

“È un progetto a cui teniamo molto – sostiene Christian Ferrari, Segretario Generale CGIL Padova – perché si occupa di una fascia particolare di lavoratori che operano ogni giorno a contatto con la fragilità degli anziani e dei disabili, ricoprendo un ruolo prezioso per le nostre comunità”.

Giovanni Simioni, area salute e sicurezza Cgil Veneto è certo “dell’efficacia di questa innovativa modalità di formazione, di educazione e sensibilizzazione. L’impatto di una rappresentazione è molto più incisivo di quello di una lezione frontale: è molto più facile individuare nella rappresentazione di una storia qualcosa che già si conosce e quindi trovare un terreno su cui ancorare le nuove informazioni da imprimere nella memoria, inoltre il teatro aggiunge una carica emotiva alle informazioni”.

“OIC onlus vede con grande interesse questo progetto per diversi motivi – dice Ernesto Burattin, direttore generale Fondazione – è innanzitutto un’occasione di fattiva cooperazione tra Enti istituzionalmente diversi ma con i quali condividiamo l’interesse per il benessere dei lavoratori. È poi una modalità innovativa di affrontare il tema della sicurezza, cercando soluzioni che superino il paradigma delle “obbligatorietà” quasi autoreferenziali muovendosi invece verso una vera e propria cultura quotidiana della sicurezza, sicuramente efficace nei risultati”.

Anche per Stefano Rizzo, direttore Generale di IRPEA, “innovazione e partecipazione sono le due caratteristiche principali che hanno mosso la Fondazione ad aderire con slancio al progetto. La sfida è sviluppare nelle persone la convinzione che la sicurezza non è una mera applicazione di un insieme di obblighi né una costruzione di procedure che competono a specifiche figure o funzioni aziendali”.