SCIOPERO COMDATA PER PASSAGGIO DA INDUSTRIA A TERZIARIO

I lavoratori del call center contestano il passaggio da industria a terziario. Vuol dire meno ammortizzatori in un settore toccato dalla crisi.

Il 3 giugno Comdata ha informato lavoratori e sindacati di aver effettuato il passaggio della classificazione INPS da Industria a Terziario. Si tratta di una scelta molto grave perché in caso di esubero non sarà più possibile per i circa 200 lavoratori padovani ricorrere alla Cassa Integrazione Ordinaria o al Contratto di Solidarietà.

La situazione è ancora più preoccupante per la sede di Padova, per la quale, già per il mese di maggio, l’ Azienda aveva ventilato la possibilità di applicare la Cassa Integrazione a causa di presunti esuberi.

“Stiamo parlando – dichiara Alessandra Milani, della Segreteria provinciale della Slc Cgil – di una questione che riguarda circa 200 lavoratori impiegati nella sede di via Della Costa a Padova”.

“La preoccupazione è molto forte, Per questo – ha aggiunto– abbiamo scelto di indire non una, come a livello nazionale, ma due ore di sciopero alla fine di ciascun turno. Dopo anni di versamenti dei contributi per l’ accesso agli ammortizzatori sociali, l’Azienda “scippa” ai suoi dipendenti le tutele che si erano guadagnati proprio nel momento di massimo bisogno, vista la crisi attraversata dal settore dei call center”.

“Anche questa volta – conclude la sindacalista – l’Azienda sceglie di tagliare i costi con decisioni unilaterali a discapito dei lavoratori, senza percorrere la via del dialogo con il Sindacato, come già accaduto in passato quando ha applicato senza nessun confronto flessibilità, ferie forzate, riduzione di elasticità che erano prassi da anni”.

Lo sciopero è stato indetto anche dalla Fiom Cgil e della Rsu Fiom Cgil (diversi lavoratori Comdata sono inquadrati nel contratto dei metalmeccanici e sono già in contratto di solidarietà al 50% dello stipendio) che temono che la scelta compiuta dall’azienda di cambiare settore sia il primo passo verso un più radicale cambiamento, ovviamente peggiorativo, anche del contratto nazionale applicato.