SANITÀ VENETA: CALANO GLI ORGANICI E LE RETRIBUZIONI. UN INCONTRO CON L’ASSESSORE COLETTO DA’ IL VIA AD UN PERCORSO COSTRUTTIVO

Incontro tra le organizzazioni sindacali di categoria e l’Assessore alla sanità, Luca Coletto, per affrontare le emergenze del sistema socio sanitario veneto, a partire dalla quantità del personale in servizio e dallo stanziamento delle risorse aggiuntive regionali, ferme dal 2007. Un problema riconosciuto dallo stesso Assessore che ha dato mandato alla parte tecnica di definire un testo da sottoporre alle organizzazioni sindacali.

“La Legge Finanziaria – dicono Daniele Giordano, Segretario Generale Fp Cgil Veneto, e Mary Pallaro, Segretaria Generale Fp Cisl Veneto – stabilisce che le Regioni debbano inviare entro il 29 febbraio i fabbisogni di personale al Ministero della Salute. Come Organizzazioni Sindacali siamo convinti che il Veneto debba fare una grande battaglia perché si stanzino le risorse per le assunzioni e per le retribuzioni. Il Governo nazionale continua a tagliare i finanziamenti alla sanità scaricando sul territorio e sui cittadini i costi economici e sociali di queste scelte.
Noi abbiamo fatto presente all’Assessore che serva assumere nuovo personale socio sanitario se non vogliamo mettere a rischio il sistema Veneto. Un problema riconosciuto dallo stesso Presidente Zaia che aveva parlato di almeno 500 infermieri”

In regione dal 2010 al 2014 gli organici sono diminuiti di ben 157 unità. In alcune Ulss sono centinaia i lavoratori non sostituiti. A questo dato si aggiungono le assenze dovute alle maternità, alle limitazioni psicofisiche o ai permessi, come la Legge 104. Ciò crea difficoltà nel garantire alcuni servizi come emerso da diverse segnalazioni e denunce fatte dalle strutture sindacali territoriali.

“I dati del Ministero dell’Economia – sostengono i rappresentanti sindacali – ci dicono che in Veneto anche le retribuzioni del personale, a differenza di tutti i settori privati, anziché crescere sono addirittura diminuite. Questa grave situazione è frutto del blocco dei contratti nazionali, fermi dal 2009, dal blocco delle risorse regionali e dei fondi aziendali che dovrebbero servire a migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi. Inoltre il personale della sanità veneta, che garantisce un elevato livello di cura e assistenza, è tra i meno pagati in Italia.

“In Veneto – calcolano Giordano e Pallara – la retribuzione media di un infermiere è pari a 31.492 euro a fronte dei 32.430 euro della media nazionale: quasi 1.000 euro in meno!Anche per quanto riguarda gli operatori socio sanitari le cose non sono migliori: in Veneto la retribuzione media è di 24.740 euro a fronte dei 25.600 euro della media nazionale: 860 euro in meno!
Ma c’è di più. Dal 2010 al 2014 nella regione la spesa del personale è calata di ben 37.162.127 Euro, a dimostrazione che i lavoratori andati in pensione non sono stati sostituiti e si è scelto di utilizzare il personale per creare economie anziché colpire gli sprechi e le consulenze.
All’Assessore Coletto abbiamo chiesto di fare fronte comune affinché il Governo stanzi le risorse necessarie a procedere con le assunzioni, e al contempo sollecitiamo la Giunta veneta a sottoscrivere un accordo che ripristini le risorse regionali e dia una concreta risposta al personale della sanità.
I dati fanno emergere anche come sia necessario aprire un confronto serio e serrato per l’unificazione delle Ulss che non può essere fatto a tavolino, ma deve vedere il coinvolgimento delle Rsu e delle Organizzazioni Sindacali”.

Allegati:
Retribuzioni e addetti nelle ULSS venete
Dichiarazione dei sindacati dopo l’incontro