REFERENDUM AUTONOMIA: INUTILI E PERICOLOSI

Con un ampio ordine del giorno sui temi del federalismo, il comitato direttivo della Cgil nazionale si esprime sui referendum sull’autonomia del Veneto e della Lombardia, definendoli “inutili, in quanto non richiesti dalla procedura costituzionale che consente alle Regioni di avviare trattative con il Governo per la definizione di ulteriori forme di autonomia in determinate materie”, ma anche ispirati dall’idea, pericolosa, “che nella crisi ognuno possa fare per sé rompendo il vincolo dell’unità nazionale”.

Le delibere di Giunta che accompagnano i referendum sono impregnate di una “retorica del nord efficiente e produttivo contrapposto al sud parassita e incapace”, osserva la Cgil fortemente critica sul fatto che questi referendum strumentalizzino il voto per “un consenso politico finalizzato a trattenere il gettito fiscale prodotto sul territorio”. Un’impostazione che contrasta con il Titolo V, “finalizzato a creare un sistema in cui ciascun territorio possa godere dell’autonomia necessaria a valorizzare le proprie peculiarità in un quadro unitario e solidale” e che contrasta con il principio perequativo “in base al quale lo Stato deve farsi garante di una redistribuzione mirata ad assicurare
su tutto il territorio i livelli essenziali delle prestazioni e dei servizi”.

La Cgil ritiene necessario avviare un percorso che affronti le criticità dell’attuale assetto
istituzionale delineato dal Titolo V ma pone come caposaldo il riferimento a “quel federalismo solidale che deve garantire l’uguaglianza dei diritti di cittadinanza a prescindere dalla regione di residenza”.

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