TIROCINI ESTESI ALLE AZIENDE STAGIONALI: LA CGIL VOTA CONTRO

Tirocini estesi anche ai lavoratori stagionali? La Cgil vota contro così come boccia l’ampliamento della quota di tirocinanti rispetto ai dipendenti di cui può avvalersi una singola azienda. Lo strappo è avvenuto in Regione, in seno alla commissione di concertazione, riunita per definire la nuova regolamentazione dei tirocini extracurricolari.

In Veneto vi è un grande uso di tirocini, raddoppiato in 5 anni, ma proprio per questo è indispensabile garantire il contenuto formativo di queste esperienze lavorative per evitare sfruttamento ed abusi.
Secondo la Cgil, invece, alcune linee adottate nel provvedimento, compreso il raddoppio del numero di tirocinanti affidato ad ogni tutor, non va in questa direzione. E certamente non crea un’esperienza formativa un rapporto di 14 giorni in un’azienda stagionale.

“La discussione in Commissione regionale di concertazione sui tirocini – spiega in una nota la Cgil del Veneto – fa seguito all’intesa in Conferenza Stato Regioni che ha tracciato le linee guida rinviando poi ad ogni Regione, a seconda delle proprie peculiarità, il compito di effettuare modifiche nell’interesse principale delle persone che svolgono un tirocinio finalizzato all’apprendimento ed alla formazione per facilitare la transizione verso un’occupazione regolare.
Le organizzazioni sindacali hanno dunque proposto alla Regione e alle Parti datoriali presenti in Commissione alcune modifiche alle Linee Guida nazionali, con il duplice obiettivo di qualificare maggiormente i Tirocini in Veneto e rafforzare la vigilanza ed i controlli per evitare abusi e forme fittizie di lavoro subordinato coinvolgendo gli Ispettorati territoriali del lavoro.
Il testo finale votato in Commissione, con il voto contrario dei rappresentanti della Cgil, peggiora la precedente disciplina sui tirocini, ampliando l’utilizzo degli stessi da parte delle aziende stagionali finora escluse.

Inoltre – aggiunge la Cgil – si deroga al periodo minimo di Tirocinio previsto in 2 mesi, consentendo alle aziende stagionali di fare Tirocini di un mese e di 14 giorni nel caso di studenti durante il periodo estivo (in palese contrasto con la prevalente finalità formativa del Tirocinio).
Un altro elemento peggiorativo è rappresentato dal numero dei Tirocinanti (si passa da 20 a 40) che ciascun Tutor organizzativo del soggetto promotore può seguire.
L’estensione alle aziende stagionali, il computo dei lavoratori a termine oltre a quelli a tempo indeterminato per stabilire il numero di tirocinanti che ciascuna azienda può utilizzare, si somma ai Tirocini curriculari e agli studenti in alternanza scuola lavoro, senza che vi sia nessun limite numerico massimo nella stessa azienda (cumulabilità assoluta).
Le poche modifiche migliorative per i Tirocinanti hanno riguardato l’incremento dell’indennità di partecipazione al tirocinio (che passa da 400 a 450 euro mensili), le proroghe al tirocinio (massimo 1) e la disponibilità della Regione ad attivare un’apposita mail pubblica per segnalare i Tirocini non conformi”.

A fronte di tutto ciò la Cgil “invita il Consiglio regionale e la Giunta a rivedere quei punti che segnano complessivamente un rilevante passo indietro rispetto all’intesa regionale del 2013, nell’interesse prioritario delle persone in Tirocinio, in particolare dei giovani, per i quali oltre alle parole servono scelte coerenti”.
In Veneto negli ultimi 5 anni l’utilizzo dei Tirocini da parte delle aziende è raddoppiato, passando da circa 20.000 Tirocini nel 2013 agli oltre 40.000 del 2017.
I dati diffusi da Veneto Lavoro in un recente Report evidenziano come le ricollocazioni dei Tirocinanti presso la stessa impresa oscillano tra il 23% entro un mese dal termine dello stesso al 37% entro un anno. I contratti più utilizzati in questi casi sono l’apprendistato e il lavoro a termine (circa il 55%), il lavoro a tempo indeterminato (il 9%,) mentre 1 tirocinante su 4 effettua una nuova esperienza di Tirocinio.