REFERENDUM: IL 24 FEBBRAIO ATTIVO A CONEGLIANO CON CAMUSSO

Dopo l’avvio della campagna referendaria dell’11 febbraio, la Cgil veneta ha in cantiere un mega attivo di delegati e quadri sindacali il 24 febbraio a Conegliano (ore 10, Teatro Accademia) con la partecipazione di Susanna Camusso, Segretario Generale della confederazione.
Sui temi dei referendum si è parlato anche in un incontro con la stampa nel corso del quale la Segretaria Generale della Cgil veneta, Elena Di Gregorio, ha insistito sulla richiesta al governo di fissare finalmente la data di celebrazione dei referendum che potrebbe essere in abbinata con le elezioni amministrative, risparmiando risorse.

Di Gregorio ha illustrato i dati relativi ai voucher (cresciuti nel Veneto del 9.503% rispetto al 2008) ed ai profili dei voucheristi che non sono certo riconducibili ad una massa di studenti, visto che l’età media è di 36 anni. Lo strumento del voucher (che, per altro, in tanti casi maschera lavoro nero) è una forma totalmente destrutturata di lavoro che ha sostituito quello contrattualizzato, cancellando tutele e diritti (come malattia, infortunio, maternità, ferie, indennità di disoccupazione, ecc).

Questo referendum, come quello sugli appalti – ha spiegato Di Gregorio – è a sostegno di una più generale iniziativa della Cgil per l’affermazione di una nuova “carta dei diritti del lavoro” (la proposta di legge è già approdata in parlamento) in cui si affermano principi fondamentali validi per qualsiasi tipologia lavorativa, dai dipendenti ai parasubordinati, agli autonomi.
Solo un lavoro qualificato, riconosciuto e valorizzato può, secondo la Cgil, essere alla base di una prospettiva di crescita e di cambiamento. Sarebbe un controsenso, infatti, parlare di industria 4.0 a fronte di un contesto lavorativo impoverito e precarizzato in cui non si investa sulle risorse umane.

Un particolare accenno è stato riservato al mondo degli appalti (in espansione) sul quale spesso le imprese scaricano costi, risparmiando sul lavoro. Un esempio è dato dalla logistica, un settore in cui operano cooperative spurie o aziende poco solide, che si aggiudicano appalti a prezzi bassi e a volte perfino insufficienti a remunerare correttamente i lavoratori.
Non a caso in Veneto, come ha spiegato il Segretario Generale della Filt regionale, Renzo Varagnolo, sono aperte moltissime vertenze per recuperare retribuzioni non pagate, mancati contributi o quote di Tfr non versate da aziende che se ne vanno. L’ attuale legislazione rende tuttavia assai difficoltoso per i lavoratori avere le proprie spettanze non potendo più avvalersi direttamente sul committente. Questo il motivo per cui la Cgil, con il secondo referendum, chiede che sia ripristinata la responsabilità piena del committente verso i lavoratori degli appalti, evitando così non solo una violazione dei diritti, ma anche forme di concorrenza sleale fra le stesse imprese.

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