Previmedical diserta il tavolo di crisi regionale: 45 lavoratori licenziati senza risposta né prospettive

Call Direction è un call center (30 lavoratori a Padova e 15 a Bologna, in gran parte giovani e donne), che operava in subappalto per l’azienda Gap, che a sua volta aveva ricevuto in appalto il servizio da Previmedical, partner di importanti fondi sanitari integrativi nazionali. 

Nell’appalto si erano già verificate diverse violazioni contrattuali.

Il 12 settembre scorso Previmedical ha disdetto a Gap l’appalto, senza motivare questa scelta, e ha interrotto i pagamenti.

Risultato: la lettera di licenziamento collettivo per tutti e 45 i lavoratori, che sono adesso in cassa integrazione per cessata attività fino al 31 dicembre di quest’anno. L’ammortizzatore sociale che speriamo sarà rifinanziato anche per il 2023.

Sia in Veneto che in Emilia Romagna Previmedical non si è mai confrontata con i sindacati e non ha fornito alcun dato rispetto al cessato appalto.

Martedì 6 dicembre, si è tenuto un tavolo di confronto presso l’Unità di crisi della Regione, alla presenza della Assessore Elena Donazzan, e malgrado le ripetute sollecitazioni Previmedical non si è presentata neanche in questa occasione.

La Regione Veneto ha espresso grande disappunto per quanto accaduto e si è impegnata a contattare la Regione Emilia Romagna per riconvocare un tavolo congiunto.

Alla riunione hanno partecipato Tiziana Basso (segretaria generale Cgil Veneto), Nicola Atalmi e Alessandra Milani della Slc Cgil veneto.

In occasione della mobilitazione regionale della Cgil Veneto prevista per il prossimo 14 dicembre – dichiara Nicola Atalmi, segretario generale Slc Cgil Veneto – saremo con questi lavoratori davanti ai cancelli della Previmedical di Preganziol per unire alla protesta contro la legge finanziaria anche la denuncia delle condizioni di lavoro negli appalti, dove episodi come quelli sopra descritti avvengono di continuo, senza che l’azienda appaltante si assuma la responsabilità sociale per quanto accade a lavoratrici e lavoratori. Continueremo a batterci per le dipendenti e i dipendenti di Call Direction e per tutte le persone che vivono la stessa situazione a causa di un sistema che scarica su di loro i costi e nega diritti e tutele fondamentali”.

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