PENSIONATE DONNE PIÙ POVERE DEI MASCHI. UNA SU DUE SOTTO I MILLE EURO MENSILI

spi donneVivere con una pensione lorda inferiore ai mille euro. Pagare l’affitto, fare la spesa, comprare i medicinali e (spesso) dare una mano a figli e nipoti. È questa la situazione in cui si trova una pensionata veneta su due, come testimoniano gli ultimi dati dell’Inps elaborati dallo Spi Cgil del Veneto.
La “condizione” delle pensionate venete rispecchia in modo più ampio le differenze di reddito esistenti anche nel mondo del lavoro fra uomini e donne. In Italia, infatti, le lavoratrici prendono in media uno stipendio che va dal 16% al 30% in meno rispetto ai colleghi maschi. E di conseguenza con le pensioni le cose non vanno diversamente.

“Le responsabilità familiari non sono condivise e i servizi o non ci sono o sono troppo cari. Spesso quindi le donne – spiega Rita Turati, segretaria generale dello Spi-Cgil del Veneto – sono costrette ad interrompere la loro carriera lavorativa o a chiedere una riduzione d’orario. Da questo e dal gap salariale che ancora persiste scaturisce un assegno pensionistico inferiore. In più la prospettiva di vita è più lunga rispetto agli uomini e quindi molte pensionate “campano” con l’assegno di reversibilità che è spesso insufficiente a garantire un livello di vita dignitoso”.

I numeri parlano da soli. Quasi 340 mila “anziane” venete vivono con meno di mille euro lordi al mese. Di più. Il 10% di loro (circa 70 mila pensionate) deve accontentarsi di un assegno inferiore ai 500 euro mensili. Per gli uomini il discorso è diverso perché “solo” uno su quattro (circa 140 mila) si mette in tasca un assegno inferiore ai mille euro e fra questi il 6,8% deve accontentarsi di una entrata inferiore ai 500 euro.  Guardando alle fasce di reddito più alte, la situazione risulta altrettanto emblematica. Le pensioni lorde sopra i 2 mila euro arrivano in tasca al 26% degli uomini e al 10% delle donne, con una rilevante differenza di 16 punti percentuali.
“I dati elaborati dallo Spi del Veneto – continua Turati – confermano in pieno ciò che si riflette anche a livello nazionale ed europeo. La povertà, che è in aumento, riguarda soprattutto i giovani e gli anziani e su entrambi i fronti vi sono più donne in stato di povertà. Il dato è ovviamente molto negativo e deve essere affrontato anche a livello europeo. Da parte nostra, proponiamo da tempo il riconoscimento del lavoro di cura, considerando che le donne sono state particolarmente penalizzate dalla legge Fornero che non ha tenuto conto del ruolo da loro svolto nel lavoro di cura che supplisce alle carenze del sistema del welfare. Dunque è necessario che venga esteso e potenziato, in tutte le gestioni previdenziali, il riconoscimento delle contribuzioni figurative per i periodi di congedo parentale e per i periodi in cui le donne (ma anche gli uomini) si dedicano al lavoro di cura e di assistenza di familiari disabili gravi”.
A livello provinciale, è Treviso il territorio con la percentuale più alta di pensionate che guadagnano meno di mille euro lorde al mese (52,8%), mentre a Rovigo e Belluno la quota scende al 48%. A Venezia c’è la percentuale più alta di pensionate con meno di 500 euro al mese (11,6%).