Lavoratori intermittenti dello spettacolo ancora dimenticati

Dichiarazione di Nicola Atalmi, Coordinatore regionale Veneto Slc Cgil

In questi giorni l’INPS sta rigettando molte domande relative al bonus di 600 euro per i mesi di marzo, aprile e maggio per i lavoratori intermittenti.
Questo perché, in attuazione della circolare Inps 67/2020, le richieste dei bonus sono state aggregate tutte in un’unica domanda, con la conseguenza che un lavoratore intermittente che avesse avuto anche una piccola quota dell’ammortizzatore Fis per il primo mese per prestazioni lavorative già programmate pre covid, si trova a perdere il diritto del bonus dei 600 euro per tutti e tre i mesi!
La Cgil Slc aveva sempre posto con forza la questione dei lavoratori intermittenti dello spettacolo, che sono coperti solo parzialmente dalla FIS e che quindi necessitavano di una copertura per tutti i mesi e che in Veneto potrebbe contare più di mille casi.
Ad una situazione straordinaria come il lockdown del Covid non possiamo rispondere applicando procedure ordinarie, in particolare in un settore come quello dello spettacolo dove troviamo molteplici forme di precarietà, intermittenza e stagionalità.
Per questo ribadiamo la necessità di ripensare il meccanismo di protezione con una forma universale di ammortizzatore sociale, capace di coprire tutte le forme del lavoro per come si è trasformato, ma nel frattempo chiediamo un intervento urgente per correggere questo vero e proprio buco normativo, come abbiamo fatto con la Manifestazione del 25 luglio scorso a Verona in occasione dell’apertura della stagione all’Arena a difesa delle lavoratrici e dei lavoratori dello Spettacolo.
Anche ai tavoli con la Regione Veneto la Cgil Slc ha chiesto che ci sia un intervento che colmi queste mancanze, andando a garantire comunque per tutti i lavoratori intermittenti dello spettacolo la possibilità di percepire – a integrazione di quanto previsto dall’Inps – un contributo che colmi questa inaccettabile differenza di trattamento“.