La preoccupazione dei sindacati sui tagli alla cultura

Tagli alla cultura della Regione Veneto, estrema preoccupazione dei sindacati di categoria che chiedono di essere convocati dalla Commissione consiliare competente

Dichiarazione di Nicola Atalmi (Slc Cgil Veneto), Mauro Vianello (Fistel Cisl Veneto) e Enrico De Giuli (Uilcom Uil Veneto)

Ricordiamo che negli ultimi anni la Regione Veneto ha già operato una drastica, sistematica riduzione dei fondi destinati alla Cultura: da 32 milioni del 2017 a 17 circa del 2020.

Riteniamo che, visto lo stato di profonda prostrazione in cui versa il comparto, un’ulteriore diminuzione degli stanziamenti (che si tratti del 15% come afferma la Regione, o del 30% come sostengono le imprese culturali locali) assesterebbe un colpo di grazia finale.

Il Programma per la Cultura del prossimo triennio e tutti gli interventi in esso proposti per rafforzare il ruolo del settore nello sviluppo economico, nell’inclusione e nell’innovazione sociale, rimarrebbero quindi inattuati, nonostante il Programma di Governo della Regione Veneto 2020-2025 riconosca che “cultura e patrimonio artistico costituiscono quell’asse imprenditoriale definito economia della cultura che ha enormi potenzialità di sviluppo per l’Italia e per il Veneto”, generando “una miriade di opportunità di collaborazione tra pubblico e privato, partnership che consente, da un lato, di valorizzare l’enorme patrimonio artistico e culturale attraverso la capacità manageriale tipica del mondo imprenditoriale e, dall’altro, garantire il controllo, la promozione e la conservazione dei beni stessi, grazie al ruolo delle istituzioni pubbliche”. 

Abbiamo chiesto, come Organizzazioni sindacali, di essere audite quanto prima in sede di convocazione straordinaria della Commissione Cultura.

Chiediamo inoltre alla Giunta Regionale di intervenire immediatamente al fine di modificare la Legge di Bilancio Regionale, garantendo un investimento che consenta l’attuazione del Programma Triennale per la Cultura ma soprattutto la sopravvivenza delle imprese culturali operanti nella nostra regione. Le lavoratrici e i lavoratori del settore sono migliaia nella nostra Regione e sono stati tra i più colpiti dalla crisi economica determinata dalla pandemia, vanno assolutamente tutelati”.