Infortuni e morti sul lavoro in Veneto: tre tragedie in poche ore. Cgil veneto: “Basta sacrificare le vite dei lavoratori per il profitto”

Infortuni e morti sul lavoro in Veneto: tre tragedie in poche ore. Cgil veneto: “Basta sacrificare le vite dei lavoratori per il profitto”


Martedì 29 settembre 2026 – Tre gravissimi incidenti sul lavoro in Veneto in poche ore tra Verona, Vicenza e Treviso, di cui due mortali. Ogni settimana i numeri di chi si ferisce o addirittura muore al lavoro aumentano inesorabilmente. Sara Pasqualin, Segretaria generale Cgil Treviso: “Le dinamiche sono praticamente sempre le stesse: cadute dall’alto o schiacciamento. Dinamiche simili, conosciute e quindi potenzialmente prevenibili”. Silvana Fanelli, segreteria regionale Cgil Veneto: “Eppure lo stillicidio continua, anche perché la sicurezza sembra essere considerata un costo da tagliare anziché un investimento necessario, sacrificata in nome della fretta, del subappalto incontrollato e della riduzione dei costi”. I dati Inail aggiornati a luglio 2026 confermano questo tragico trend: le denunce di infortunio nel periodo gennaio-luglio 2026 sono state 43.458 mentre nello stesso periodo del 2025 erano 42.431; i morti da gennaio a luglio 2026 sono stati 66 (63 nello stesso periodo del 2025). Questo quadro è ancora più allarmante considerando che crescono gli incidenti di lavoratori dai 60 anni in su: da 3.458 a 3.787. Giancarlo Puggioni, Segretario generale Cgil Vicenza: “Sono numeri che esigono con urgenza un rafforzamento immediato degli organi di vigilanza, più ispettori e maggiori controlli in tutte le province del Veneto insieme a un’azione concreta per contrastare le irregolarità negli appalti e nei subappalti”. Come Cgil Veneto continueremo a pretendere che la salute e la sicurezza delle persone vengano prima di ogni logica di profitto, perché nessun lavoro può valere una vita umana.

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