LA CGIL SCUOLA COMPIE 50 ANNI E LI CELEBRA CON UN INCONTRO A MESTRE

Come si configura il sistema dell’istruzione oggi in Veneto, quali le prospettive (anche a fronte dell’ipotesi di devolution), e quale l’impatto delle varie riforme (ultima la “buona scuola”) sulla qualità dell’insegnamento?
Se ne parla in un convegno in programma per il 14 dicembre a Mestre (al Laurentianum) organizzato dalla Flc Cgil regionale in occasione dei 50 anni dalla nascita del sindacato scuola, avvenuta nel ’67 sulla scia della grande spinta al cambiamento che segnò quel periodo.

È l’occasione per ripercorrere le tappe di un lungo percorso e trarre un bilancio tra quelle aspettative (di grande apertura, collaborazione e capacità di coinvolgimento) e la realtà di oggi che vede una scuola ripiegare verso una visione aziendalistica e meritocratica.
Forti sono i mutamenti avvenuti dal ’67 ad oggi sul piano tecnologico, culturale e sociale.

Quest’anno per la prima volta nel Veneto gli iscritti ai licei superano il numero di ragazzi che frequentano gli istituti tecnici (19.000 contro 17.700) e la popolazione scolastica è diventata multietnica. Nel 2017 in regione si contano 91.398 alunni stranieri (su 706.000 allievi totali), per il 60% nati in Italia pur non avendo riconosciuta la cittadinanza italiana.
Le criticità riguardano in primo luogo gli organici, con 7.500 supplenti nella scuola statale su un corpo insegnante di 48.000 unità e con 394 dirigenti che devono farsi carico di 216 reggenze per coprire i 605 istituti pubblici della regione. Sul piano prettamente sindacale, la categoria è impegnata per il rinnovo di un contratto bloccato da 9 anni.
Tutti questi temi saranno ben presenti nel dibattito cui partecipa anche il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, Daniela Beltrame.

Ma il convegno vuole guardare anche oltre e puntare l’attenzione sul futuro della scuola pubblica di fronte alle trasformazioni sociali ed economiche per tornare a difendere quell’idea di scuola collettiva e democratica che i recenti attacchi hanno provato a scalfire.
Di qui anche una riflessione sul ruolo del sindacato e la sua capacità di tener vivo un ideale che nulla ha perso della sua carica potenziale. La proposta della Flc è quella di pensare i nuovi scenari formativi e di rielaborare criticamente l’attuale modello di scuola, senza prescindere da esso.

I lavori del convegno, ricco di immagini e di filmati, si apriranno alle ore 9,30 con una relazione di Marta Viotto, Segretaria Generale della Flc Cgil veneta, cui seguiranno gli interventi di Daniela Beltrame, Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, e di Antonio Giacobbi, Presidente di Proteo Dare Sapere Veneto. Quindi sarà la volta di Christian Ferrari, Segretario Generale della Cgil del Veneto, e di Massimo Baldacci, docente di pedagogia all’Università di Urbino, che parlerà delle riforme scolastiche e dell’evoluzione della professione docente. I lavori riprenderanno il pomeriggio (ore 15) con le voci dei protagonisti della Cgil scuola del Veneto, l’intervento del Segretario nazionale della Flc, Francesco Sinopoli, ed un contributo della Rete degli Studenti Medi del Veneto. A conclusione della giornata, una conversazione (“per un scuola del benessere”) con Gianmario Villalta, scrittore e Presidente di Pordenonelegge, e Alex Corlazzoli, maestro di strada e scrittore.

Vedi l’invito all’iniziativa