LA CGIL RISPONDE ALLE ASSOCIAZIONI INDUSTRIALI DI PADOVA, TREVISO E VICENZA CHE HANNO CONTESTATO AL PRESIDENTE SQUINZI LA FIRMA DEL CONTRATTO DEI CHIMICI

“Non sanno guardare avanti e accarezzano l’idea di condizioni di lavoro al ribasso” dicono Elena di Gregorio e Stefano Facin, Segretari regionali della Cgil e della Filctem Cgil. Le associazioni degli industriali di Vicenza, Treviso e Padova che hanno scritto a Squinzi dissociandosi dalla firma del contratto dei chimici, reo di “rafforzare la Cgil”, hanno una visione miope della realtà e del lavoro. Lo dicono la Segretaria Generale della Cgil del Veneto, Elena Di Gregorio, ed il Segretario Generale del sindacato di categoria (Filctem) regionale, Stefano Facin.

“Stupisce la reazione degli industriali – dice Elena Di Gregorio, Segretaria Generale della Cgil del Veneto – La Cgil nel Veneto chiede da tempo alle imprese un salto di qualità nelle relazioni industriali, necessario per governare l’uscita dalla crisi e rilanciare il sistema produttivo della regione in un’ottica di sostenibilità ambientale e di miglioramento della qualità della vita. Lo sviluppo non può prescindere dal riconoscimento del lavoro che deve essere dignitoso ed equamente remunerato. Invece viene il sospetto che dietro questa reazione stizzita ci sia la volontà di comprimere ancora i salari e mortificare il lavoro in una logica di competizione al ribasso. Non è questo ciò di cui ha bisogno il nord est. Ci aspettiamo dal sistema delle imprese una maggiore responsabilità sociale che significa anche più rispetto, attenzione ed ascolto di tutti i soggetti della rappresentanza. Come Cgil sfidiamo le imprese a misurarsi sul tema del reale coinvolgimento dei lavoratori nel processo produttivo e nelle strategie aziendali in un sistema di rinnovata democrazia industriale attraverso la partecipazione.”

“Quella presa di posizione – dice Stefano Facin, Segretario Generale della Filctem Cgil del Veneto – dimostra che il vero obiettivo di alcuni settori di Confindustria è di tagliare salari e diritti ed azzerare il Contratto nazionale che garantisce uguaglianza di condizioni a tutti i lavoratori di uno stesso settore. Questa è una posizione da accattoni, più che da imprenditori lungimiranti. Il contratto che abbiamo siglato per la chimica dimostra la volontà di guardare avanti, aprendo ad opportunità e regole nuove proiettate nel futuro. L’aver rafforzato, ad esempio, la contrattazione aziendale sull’organizzazione del lavoro va proprio nella direzione di migliorare la produttività. Dove sta dunque lo scandalo? Nei 90 euro di aumenti salariali a regime? Io credo proprio di no e penso che nel Veneto bisogna superare quella logica localistica di una certa imprenditoria che non fa bene né al lavoro né alle imprese”.