La Cgil del Veneto: no alle polemiche delle Regioni con il Governo sulla salute pubblica

No alle polemiche tra Regioni e Governo sulle misure di sanità pubblica. Ascoltiamo l’appello del Presidente Mattarella

Dichiarazione di Christian Ferrari, segretario generale Cgil Veneto

“Le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha definito le misure restrittive per il periodo festivo “dolorose, ma necessarie”, soprattutto per garantire l’assistenza e le cure presso i presidi medici e ospedalieri, impegnati faticosamente a fronteggiare l’emergenza Covid, sono vere e ineccepibili per tutto il territorio nazionale, e particolarmente per il Veneto. 

C’è una pressione fortissima sui nostri ospedali, e già questo dovrebbe destare enorme preoccupazione. Ma siamo, allo stesso tempo, la regione con l’Rt peggiore d’Italia, con il numero di contagi quotidiani (oggi ben 3581) tra i più alti, ormai secondi solo alla Lombardia, e non va meglio per quanto riguarda la parte più tragica di questa pandemia: i decessi (solo nelle ultime 24 ore 95 persone hanno perso la vita).

Su quasi tutti i dati siamo quindi in controtendenza rispetto alla media nazionale, dove la situazione migliora mentre qui continua a peggiorare.

Le settimane di Natale rischiano di essere un drammatico detonatore dei contagi. Se non affrontate con la massima prudenza potrebbero farci pagare un prezzo altissimo già a partire da gennaio, causando la terza ondata prima ancora di aver superato la seconda. Questo comprometterebbe fin da subito – anche dal punto di vista economico – il 2021, che tutti ci auguriamo sia un anno di ripresa.

Siamo a un passo dall’arrivo dei vaccini, se facciamo questo ulteriore sacrificio possiamo cominciare a vedere la luce in fondo al tunnel e, soprattutto, evitare di perdere altre migliaia di vite.

Chi contesta le restrizioni alla mobilità e alle riunioni familiari in occasione di importanti ricorrenze laiche e religiose si appella alla sensibilità umana e sociale. Ma la massima misura umanitaria è impedire che le persone più fragili, e in particolare gli anziani, si ammalino. E il pericolo, in presenza di non conviventi tra le mura domestiche, è il più alto rispetto a qualunque altra situazione, come dimostrano tutti gli studi scientifici. 

Questo è il momento dell’unità tra le istituzioni e della responsabilità di tutti. Le polemiche delle regioni contro le misure di salute pubblica varate dal Governo sono sbagliate e servono solo a creare confusione e sfiducia tra i cittadini”.