LA CGIL DEL VENETO CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE

Quasi 68.000 donne nel Veneto nell’ultimo anno sono state vittime di violenza, non solo fisica ma anche, e prevalentemente, sessuale. Un problema di vasta portata, toccato con mano da una donna veneta su 3 nel corso della sua vita (per i dati vedi scheda “la violenza sulle donne nel Veneto”), di fronte al quale le misure di contrasto sono poche e frammentarie.
Insufficienti le campagne di sensibilizzazione, scarsi i sostegni che riescono a dare i consultori, costantemente sotto organico in particolare nei servizi di consulenza legale e sostegno psicoterapico, scarsa la diffusione dei centri antiviolenza (cui recentemente la Regione aveva anche ipotizzato di tagliare le risorse), per lo più retti sul volontariato ed in grado di accogliere complessivamente un’utenza inferiore alle 3.000 persone all’anno, ossia una goccia in un mare oscuro, complesso e difficile.
Non va molto meglio sul piano delle molestie e dei ricatti sessuali nei luoghi di lavoro dove quasi una lavoratrice su 10 nel “civile” Veneto si trova esposta ad episodi di questo tipo (per i dati vedi scheda “le molestie ed i ricatti sul lavoro”). Si tratta di problematiche complesse e difficili cui la Cgil sta cercando di rispondere da un lato attraverso accordi aziendali ad hoc, dall’altro con momenti di formazione mirata per mettere i propri delegati in grado di prevenire e contrastare le molestie (vedi scheda “iniziative della Cgil nel Veneto contro le molestie”).
Su questi due aspetti verterà in particolare la riflessione del sindacato veneto in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, che tra l’altro, porterà quest’anno la Cgil ad abbracciare, il 26 novembre, anche un’iniziativa a carattere culturale e, naturalmente, tutta al femminile (vedi scheda “l’iniziativa della Cgil veneta nella giornata contro la violenza”)che oltre all’iniziativa illustra il punto di vista complessivo della Cgil).
La Cgil chiede alle istituzioni, ed in particolare alla Regione, un maggior impegno su questo versante. Dopo 2 anni (2010 e 2011) in cui si sono impegnate risorse nell’ordine di 1.100.000 euro all’anno per attività di formazione, sensibilizzazione, sostegno strutturale a centri antiviolenza e investimenti in case rifugio, i finanziamenti si sono drasticamente ridotti, raggiungendo i 200.000 euro nel 2014, mentre quest’anno solo una forte mobilitazione di più soggetti ha scongiurato il taglio pressoché totale delle erogazioni.
Allo stato attuale nel Veneto sono presenti in tutto: 15 centri antiviolenza tra pubblici e privati (poco più di 3.000 utenti, per oltre la metà concentrati nel centro del Comune di Venezia), 9 case rifugio per vittime di violenza ed i loro figli, 12 strutture di ospitalità temporanea.
Secondo una rilevazione della Fp Cgil di fine 2013, i consultori familiari (114 strutture pubbliche e 28 private) contano complessivamente 789 operatori in regione.

Su 5 province prese in esame, a parte Venezia, presentano tutti forti carenze di organico nella quasi totalità delle figure, con un dato sostanzialmente positivo per il solo personale infermieristico.

Scheda rete consultori nel Veneto (pdf)

Scheda elenco centri antiviolenza donne in Veneto (pdf)