ITALO RALLENTA: PARTITI 246 LICENZIAMENTI IN NTV. SCIOPERO IL 10 APRILE

italo_treno-anteprima-600x338-880134Dopo una trattativa in cui l’azienda ha presentato proposte impossibili circa la gestione degli esuberi dichiarati, nella tarda serata di ieri, 2 aprile, è arrivata la comunicazione di avvio della procedura di licenziamento per 246 lavoratori della società ferroviaria Alta Velocità, noto con il marchio Italo.

“Risulta singolare – osserva il Segretario Generale della Filt del Veneto, Ilario Simonaggio – che si parli di piani di sviluppo partendo da un taglio superiore al 25% degli occupati a solo tre anni di gestione operativa di servizio.

Per altro è assolutamente pacifico che una riduzione del perimetro delle attività aziendali se da un lato fa bene nell’immediato al conto economico, dall’altro allontana la possibile clientela e quindi ricavi e reali opportunità di sviluppo.

Siamo convinti che si difendono le ragioni oggettive della presenza sul mercato ferroviario AV di NTV Spa, e dell’occupazione stabile e qualificata, solo rilanciando le azioni per migliorare e potenziare l’offerta, in modo da offrire una vasta gamma di servizi sia a bordo sia a terra realmente competitivi con l’offerta dell’altro competitore esistente.

Non ha senso e non produce risultati il solito accanimento contro il lavoro, il costo del lavoro, la condizione materiale di vita e reddito delle persone.

Il taglio di lavoratori proposto a Nordest (Padova, Venezia) riguarda gli operatori di stazione e le hostess, il supporto alla gestione.

Lo sciopero del 10 aprile è la prima ferma risposta di tutti i lavoratori ferrovieri della compagnia perché si approvi realmente un piano di sviluppo che garantisca lavoro e futuro alla società attraverso la indispensabile ricapitalizzazione dei soci”.

Duro anche il commento di Alessandro Rocchi, Segretario nazionale della Filt: “parlano di piano di sviluppo – dice – e vogliono licenziare circa il 25% dei dipendenti. La contraddizione risulta talmente evidente che il piano di sviluppo appare davvero infondato”. Quanto all’atteggiamento di NTV, Rocchi rileva come nel corso delle trattative l’azienda non abbia fatto altro che “alzare l’asticella per fare l’accordo”, fino ad arrivare ad abbandonare il tavolo. Nel corso degli incontri – spiegano  le organizzazioni sindacali – sono state  presentate “soluzioni incompatibili con le vigenti previsioni legislative in materia di ammortizzatori”, e sono state rifiutate le proposte del sindacato, “disponibile a concordare un contratto di solidarietà biennale con percentuale di riduzione media del 21%, con l’impegno di effettuare verifiche periodiche mirate al contenimento del costo del lavoro, pur di evitare le procedure di mobilità, proponendo anche soluzioni gestionali alle numerose problematiche emerse durante il confronto. Di certo, come sindacato – sostengono Filt, Fit, Uilt, Uglt e Fast – non possiamo sottoscrivere accordi contrari alla legge e neppure subire ricatti.”

Intanto per il 10 di aprile sono proclamate 8 ore di sciopero, dalle 10 alle 18, come prima iniziativa di quella che potrebbe essere una lunga serie di fermate dal lavoro.