IGIENE AMBIENTALE E VIGILI DEL FUOCO IN LOTTA PER IL CONTRATTO

Nuova straordinaria riuscita dello sciopero nazionale dei lavoratori dell’igiene ambientale (90% la media delle adesioni). Lo fanno sapere Fp Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti e Fiadel, che plaudono alla determinazione dimostrata dai lavoratori nel sostenere il rinnovo del contratto nazionale scaduto da oltre due anni e mezzo.

Le questioni aperte al tavolo di trattativa con Utilitalia e Assoambiente non riguardano soltanto il tema salariale. “I lavoratori – sostengono Fp Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti e Fiadel – non sono in vendita. Pretendono risposte certe sul fronte dei diritti e delle tutele, a partire dall’introduzione della clausola sociale nei cambi di appalto per arrivare all’introduzione di previsioni certe sul fronte della salute e della sicurezza. Punti sui quali non faremo un passo indietro. Chiediamo – aggiungono Fp Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti e Fiadel – un rinnovo del contratto che metta insieme il rispetto dei diritti dei lavoratori e che miri alla qualità e all’efficienza dei servizi offerti. Ci mettiamo in gioco e chiediamo alle imprese di farlo, tagliando sprechi, sperperi e male gestioni, ma sui diritti e sulle tutele saremo e siamo inflessibili.

Andremo avanti. La mobilitazione non si ferma senza un passo indietro delle controparti”.

Mobilitati anche i vigili del fuoco, “in piazza per la dignità”, che hanno tenuto una manifestazione a Roma, davanti alla Camera dei deputati.
Fp Cgil Vvf, Fns Cisl e Uil Pa Vvf fanno sapere che “di fronte alle mancate risposte da parte del Governo, continueremo con sempre più forza la nostra mobilitazione”. Nel mirino “il rinnovo del contratto, fermo da sette anni, insieme alle risorse economiche che ancora tardano ad arrivare dall’ultimo accordo sottoscritto nel 2010”.

La mobilitazione per il contratto si intreccia dunque a temi specifici del corpo come “la valorizzazione retributiva e previdenziale adeguata al lavoro che svolgono tutti i lavoratori del corpo, l’ammodernamento dei mezzi di soccorso e delle attrezzature e il riconoscimento del rischio e dell’usura del personale, con un rilancio delle politiche di salute e sicurezza”.