GRUPPO TOSONI DI VILLAFRANCA. STIPENDI FERMI DA PIU’ DI 4 MESI E NESSUNA CHIAREZZA SULLE PROSPETTIVE. BLOCCATO DA OGGI VALEGGIO SUL MINCIO.

Bloccato, a partire dalla mattina di oggi, 9 luglio, a seguito del  peggioramento della situazione del gruppo, lo stabilimento Cordioli  di Valeggio sul Mincio. In una nota Fiom e Fim evidenziano una situazione insostenibile, con gli stipendi che non arrivano più da mesi.

“Il presidente – afferma la nota sindacale – si era impegnato a pagare gli arretrati entro il 10 luglio” davanti ai lavoratori di Valeggio Sul Mincio le cui retribuzioni, dopo un acconto di 435 euro a febbraio, sembrano volatilizzate.

“La situazione – dicono Fiom e Fim di Verona – è insostenibile; ci sono decine di famiglie fallite, sui 700 lavoratori del gruppo, più di 100 si sono dimessi per giusta causa, nell’impossibilità di andare avanti, trovando la soluzione in occupazioni alternative, per i più fortunati; o nella Indennità di Disoccupazione per coloro che non hanno lavoro, dato che questo consente loro di avere una seppur minima fonte di reddito.

Nelle altre unità del gruppo – aggiungono le organizzazioni sindacali – le cose non vanno meglio; se da una parte per la Saira Components e la Saira Elettronica, qualcosa è stato recuperato, (siamo al pagamento già avvenuto di Aprile per la prima e di Maggio per la seconda), sono in grossissima sofferenza le rimanenti due: le Officine Tosoni, ferme a Febbraio, e la GIT (capogruppo), ferma ad un acconto del mese di Marzo.

Vi è poi il paradosso che alla Tosoni sono stati inseriti 50 lavoratori somministrati, con l’assurdo che questi saranno regolarmente pagati dato che sono in capo all’agenzia e i dipendenti NO. Ciò esaspera ancora di più il personale.

Questa drammatica situazione, si sta riversando pericolosamente anche sulla parte delle prospettive. L’analisi dell’azienda da parte della KPMG (azienda Milanese specializzata) tarda a venire. Si corre il rischio che si arrivi a babbo morto, nel senso che le commesse non arrivano e il portafoglio ordini diventa sempre più striminzito, di giorno in giorno.

I lavoratori sono esasperati, sia per la mancanza del sostentamento economico, che per il futuro incerto che hanno davanti.

E’ diventato oramai uso comune, da parte della direzione aziendale, non informare costantemente le maestranze tramite i delegati. Tutto si sta svolgendo nelle segrete stanze e nessuno si degna di dirci cosa sta succedendo.

Al contrario – denunciano Fiom e Fim – la proprietà interviene quando il personale è esasperato e mette in campo proteste.

Solo in quel caso si arriva a minacciare le persone, accusandole che se protestano e fanno sciopero i clienti scappano; puntualmente da una anno vengono fatte promesse e mai mantenute”.