Futuro troppo incerto per i lavoratori Stefanel: le preoccupazioni e le richieste del sindacato

Dichiarazione di Tiziana Basso (Cgil Veneto), Margherita Grigolato (Filcams Cgil Veneto), Christian Ianicelli (Filctem Cgil Treviso).

Si è svolta oggi l’assemblea sindacale con i lavoratori di Ponte di Piave e dell’outlet di Levada rispetto all’esito dell’incontro di ieri con il Ministero dello Sviluppo Economico.
Alle informazioni già conosciute, si sono aggiunte quelle contenute in una nota che, su richiesta del Sindacato, il commissario Cappiello ha fornito circa il futuro del personale Stefanel dopo la cessione dell’azienda a Oviesse.

“Quanto vi è contenuto – dichiarano i sindacalisti di Cgil e Filcams del Veneto e della Filctem di Treviso – non è affatto tranquillizzante e contiene novità di cui veniamo a conoscenza per la prima volta.
Sapevamo della decisione di Ovs di acquisire 23 punti vendita su 27. 
Eravamo invece convinti del mantenimento della sede di Ponte di Piave, anche a fronte della comunicazione che l’acquirente prenderà in affitto l’immobile dall’amministrazione straordinaria. E qui c’è la prima novità, ossia il trasferimento di tutto il personale della sede trevigiana a Mestre.
Inoltre, viene formalizzato che la gran parte dei lavoratori, a eccezione del personale del centro stilistico ed il management, sarà collocato in Cassa Integrazione Straordinaria, con un graduale inserimento in servizio presso la sede di Mestre entro 12 mesi. Questa seconda novità non può non preoccuparci ulteriormente.
Non consideravamo positiva la scelta di trasferire alla nuova azienda solo 94 dipendenti a tempo indeterminato su 135 complessivi. Una riduzione di occupazione molto significativa dell’occupazione a cui va aggiunta la non conferma dei tempi determinati in scadenza e del personale che ha sottoscritto l’accordo ex art. 411.
A questo aspetto di criticità, si aggiungono nuovi dubbi e perplessità e grande preoccupazione per l’incertezza sul futuro dei lavoratori presenti in assemblea.

Chiediamo pertanto l’apertura immediata di un tavolo con Oviesse, con il coinvolgimento del Ministero dello Sviluppo economico e del Ministero del Lavoro, sul futuro dei lavoratori di Stefanel. 
Ci batteremo per difendere tutte le lavoratrici e i lavoratori e, in particolare, per non far pagare un prezzo salato al nostro territorio a un’acquisizione che può diventare una buona operazione solo se garantisce la continuità occupazionale e non sacrifica le grandi professionalità di un marchio che ha fatto la storia dell’abbigliamento e che vogliamo abbia ancora un avvenire”.