Filt su trasporto pubblico

Dopo 10 mesi e anche grazie all’intervento dei Prefetti abbiamo un piano del trasporto pubblico per il rientro a scuola, rinviato peraltro al primo febbraio. Nessuna riposta, invece, su una riorganizzazione complessiva del servizio.

Replica di Renzo Varagnolo, segretario generale Filt Cgil Veneto, all’assessore De Berti

Da marzo 2020 abbiamo avuto modo di discutere con l’assessore De Berti sulle questioni del Trasporto Pubblico nella Regione. Abbiamo congiuntamente registrato i ritardi e la sottovalutazione del Governo sulla salute dei passeggeri, dei lavoratori, della tenuta del servizio e delle imprese fin da marzo. Le prime risposte nazionali sono arrivate durante l’estate, almeno sul versante delle coperture finanziarie del servizio. 

In ognuno dei nostri incontri, abbiamo espresso preoccupazioni e proposte di merito, a cominciare dalla gestione dei flussi degli utenti rispetto alla capienza dei passeggeri sugli autobus, dei servizi necessari e adeguati alla domanda, della necessaria riorganizzazione complessiva dei servizi di TPL nel Veneto in vista della grande sfida dell’apertura delle scuole a settembre, e più complessivamente per ampliare e spalmare la domanda di servizio ed evitare punte e criticità in determinati orari. 

I fatti, e non la Filt CGIL, sono lì a dimostrare che almeno fino a settembre, con l’apertura delle scuole, qualsiasi iniziativa anche della Regione non è stata sufficiente o efficace, al punto che sui media – a ragione o torto – il successivo aumento dei contagi è stato addebitato all’utilizzo del mezzi del servizio pubblico. 

Solo da ottobre si è iniziato a discutere nei tavoli di confronto regionali esclusivamente di un piano “rientro a scuola”, ben 8 mesi dopo marzo. Un piano che a Dicembre abbiamo come Filt condiviso nelle linee generali, ma di cui siamo venuti a conoscenza anche tecnica solo dai documenti delle Prefetture provinciali elaborati nei tavoli di coordinamento previsti dal DPCM. 

Anche alla presentazione delle linee generali del piano “rientro a scuola” abbiamo come Filt proposto e sostenuto la necessità della riorganizzazione complessiva del servizio, perché è evidente che la lotta all’epidemia non si limita ai servizi scolastici, dove registriamo le risposte alle nostre proposte avanzate fin da marzo sulla gestione dei flussi con personale addetto (steward). 

Ci è stato risposto che non è questo il momento, che adesso si parla solo di scuola, per scoprire poi che in realtà se ne riparlerà, se tutto va bene, il primo febbraio prossimo. 

Nel frattempo molti lavoratori continueranno a vedersi ridotto e di molto il proprio salario rimanendo in cassa integrazione. 

Riteniamo come Filt Cgil, coerentemente con quanto sempre sostenuto ai tavoli regionali, che fino ad oggi poco si sia inciso, e che a 10 mesi dall’inizio della crisi il solo piano “rientro a scuola” sia insufficiente.   

Continueremo ad essere un sindacato dei trasporti che pensa ai cittadini, ai lavoratori, al bene comune, rimanendo sempre nel merito e provando sempre ad essere propositivi. 

Penso sia utile e faccia bene anche al confronto democratico, che mal si concilia con il pensiero unico. 

Respingiamo totalmente le accuse di disonestà intellettuale, e parliamo a ragion veduta perché abbiamo una memoria molto lunga sulle vicende della governance del TPL veneto degli ultimo 20 anni“.