CONGRESSO: AL VIA LE CATEGORIE REGIONALI

Preceduta da oltre 4.500 assemblee di base svoltesi dal 20 giugno a tutto settembre e dalla successiva tornata di congressi territoriali, si apre ora la fase regionale del congresso Cgil che prevede la celebrazione delle assise regionali di categoria tra il 25 ed il 31 ottobre e la successiva effettuazione del dodicesimo congresso regionale confederale fissato per il 22 e 23 novembre a Monastier, nella sede di Villa Fiorita.
Con una lunga crisi alle spalle ed una ripresa ancora fragile, un cambiamento tecnologico di portata epocale, una redistribuzione della ricchezza sempre più squilibrata, una crescente precarizzazione del lavoro ed un ridisegno della sua allocazione, il dibattito congressuale della Cgil è tutt’altro che rituale e scontato. In particolare nella realtà veneta dove la contrattazione si muove tra punte di forte innovazione e settori tradizionali, tra aziende con posizioni dominanti sui mercati e situazioni di crisi, tra il lavoro ad alto contenuto conoscitivo e quello povero, esternalizzato e frammentato.Tutto ciò obbliga ad interrogarsi su questioni di fondo, a partire da come unificare un universo lavorativo così eterogeneo come non è mai stato in passato e dal ruolo del sindacato e della rappresentanza, anche a fronte delle spinte alla disintermediazione.
Grande attenzione è posta ai temi dell’oggi, dell’economia e della società, delle prospettive e dello sviluppo, della politica dei redditi e del welfare che chiamano in causa il confronto con il Governo, da un lato, e con la Regione, dall’altro, a partire dalle manovre finanziarie e dai principali provvedimenti legislativi.
Declinate anche in relazione alle esperienze specifiche ed alle peculiarità dei settori di appartenenza, le varie tematiche saranno sviluppate nei congressi regionali di categoria che saranno concentrati nell’ultima decade di ottobre e dislocati in diverse località del Veneto, secondo il seguente calendario:

Filctem (chimica, energia, sistema moda) 24 e 25 ottobre, Castelnovo del Garda Parc Hotels Italia;

Filcams (terziario privato, commercio e turismo) 25 e 26 ottobre, Mogliano Veneto, Double Tree;

Filt (trasporti, logistica) 25 ottobre, Mestre sede Cgil Veneto;

Fiom (metalmeccanico) 25 e 26 ottobre, Mestre Centro Cardinal Urbani;

Fisac (credito, assicurazioni) 25 e 26 ottobre, Padova hotel Galileo;

Flc (scuola, università, ricerca) 25 e 26 ottobre, Mira Villa Widmann;

Flai (agricoltura, industria alimentare) 26 ottobre, Caorle Ca’ Oriani;

Fp (pubblica amministrazione) 26 e 27 ottobre, Mestre sede Cgil Veneto;

Fillea (costruzioni, legno) 29 ottobre, Mestre sede Cgil Veneto;

Spi (pensionati) 30 e 31 ottobre, Padova Crowne Plaza;

Cgil 22 e 23 novembre, Monastier Villa Fiorita.

 

LA CONSISTENZA DELLA CGIL NEL VENETO. UN SINDACATO IN SALUTE

Con 400.784 iscritti nel 2017, la Cgil veneta conferma un trend in ascesa che la porta ad essere – con un sorpasso storico sulla Cisl – il primo sindacato in regione nel comparto industriale e nel terziario privato, oltre che tra i pensionati dove conferma una posizione di testa, detenuta già da tempo.
La crescita del tesseramento rispetto al 2016 è del 4%, frutto di un aumento delle adesioni (+13,30%) tra i lavoratori attivi e di un calo (-4,3%) tra i pensionati, penalizzati dal blocco della Fornero.
In un contesto regionale in cui la sindacalizzazione, nonostante la crescente frammentazione e precarietà del lavoro, resta consolidata (oltre il 34% dei lavoratori sono iscritti al sindacato confederale) ed anzi presenta un ulteriore incremento in tutte e tre le confederazioni (Cgil, Cisl, Uil), la Cgil compie un nuovo, significativo, balzo in avanti che la porta ad occupare il primo posto in Veneto nell’ aggregato composto da lavoratori dipendenti e pensionati (altri sindacati annoverano tra i propri iscritti aderenti ad associazioni di cittadinanza e categorie di lavoratori autonomi).
È un dato che premia il lavoro, la preparazione e la dedizione dei tanti sindacalisti e delegati che negli anni scorsi sono stati capaci di rendere meno devastante l’impatto della crisi e che continuano ad operare nelle pieghe dei processi di trasformazione del tessuto economico e produttivo, aggiornando continuamente i propri strumenti e le proprie competenze.
Analizzando il tesseramento per grandi comparti: a fine 2017 risultano esservi 91.679 iscritti alla Cgil nei settori manifatturieri (+7.836 in un anno) portando il sindacato “rosso” a superare per la prima volta in Veneto la Cisl, attestata nelle fabbriche a quota 90.033. Ancora superiore il balzo in avanti nel terziario privato (+9.766) che, anche in questo caso, vede la Cgil diventare sindacato maggioritario con 67.842 iscritti contro i 61.940 della Cisl.
Andamento in crescita anche nel pubblico impiego (33.029 iscritti) dove la Cisl resta comunque primo sindacato (48.156 aderenti) e nella federazione dei lavoratori atipici (9.514 tesserati) che già vedeva la Cgil occupare più che ampiamente il primo posto in regione.
Negativo, invece, l’andamento del tesseramento tra i pensionati (non solo della Cgil ma di tutte le sigle sindacali), conseguenza del rallentamento degli accessi alla quiescenza per effetto della Legge Fornero.  A dicembre 2017, comunque, gli iscritti allo Spi Cgil del Veneto sono 198.535: una cifra alta, che la dice lunga sulla capacità di aggregazione dello Spi e delle sue battaglie sulle pensioni e sulle condizioni degli anziani e che mantiene alla Cgil il primo posto in Veneto per livello di rappresentatività anche tra le fasce di popolazione anziana.