Cgil su Agrologic di Monselice

A propostio della protesta dei Cobas davanti alla Camera del Lavoro di Padova sull’intesa raggiunta dalla Filt Cgil per l’avvio di Agrologic

La Cgil si batte per tutelare l’occupazione e salvaguardare i diritti dei lavoratori. Altri si arrendono alla perdita definitiva dei posti di lavoro e alimentano guerre tra poveri utili solo a favorire i privilegi dei potenti”

Dichiarazione di Romeo Barutta (FILT Veneto), Massimo Cognolatto (FILT Padova), Marcello Salbitani (FILT Venezia).

Abbiamo condotto una vertenza serrata con Aspiag durata 12 mesi sull’avvio a Monselice di Agrologic, uno dei centri logistici per prodotti alimentari più importanti d’Italia. 
Con l’apertura di Agrologic verranno trasferite le attività e, di conseguenza, chiusi i cantieri oggi presenti a Padova e a Noventa di Piave. Sono circa 200 i lavoratori coinvolti.
Ma Agrologic, già nel corso del 2021, vedrà la presenza di un numero superiore di addetti, con un incremento dell’occupazione in un territorio, quello della Bassa padovana, che ne ha assoluta necessità.
Siamo riusciti a evitare l’affidamento definitivo dell’appalto a una società cooperativa e a ottenere l’affidamento di tutte le attività a Mag Servizi, una società di capitali che opera già per conto di Interporto Padova da oltre otto anni e che ha dimostrato, nel corso di questo tempo, Il pieno rispetto delle regole contrattuali, elemento fondamentale e per nulla scontato nel settore della logistica.
E abbiamo preteso e ottenuto le giuste indennità ai lavoratori di Padova e – soprattutto – di Noventa di Piave, che patiranno disagi sia per il trasporto sia per il cambio di residenza.
Inoltre, sono state previste delle indennità anche significative per i lavoratori i quali, da oltre 15 anni, operano per conto di Aspiag nei due cantieri che entro il mese di luglio 2021 saranno chiusi.
Abbiamo trattato anche sull’organizzazione del lavoro, in quanto i ritmi, le attività e le mansioni saranno totalmente modificati nel nuovo impianto tecnologico. E’ stato concordato un ruolo significativo per il Sindacato, che non sarà solo spettatore dell’attivazione del mega centro logistico, ma avrà un ruolo partecipativo. Con cadenza mensile ci sarà il confronto con i delegati dei lavoratori per monitorare e definire insieme gli orari e risolvere i problemi che si presenteranno a fronte dell’implementazione delle attività, che non può avvenire peggiorando le condizioni di lavoro.

Resta ancora molto da fare perché, purtroppo, i lavoratori di Noventa di Piave non riusciranno a fare i pendolari quotidianamente su Monselice. Chi accetterà il trasferimento dovrà necessariamente cambiare residenza. Il problema principale riguarderà quindi i quasi 100 lavoratori del sito di Noventa di Piave, che dopo luglio non avranno più il posto di lavoro nel territorio dove vivono. Per loro non bastano le indennità economiche. Il sindacato ha perciò preteso con forza che nei prossimi giorni Mag Servizi, Aspiag, Stef Italia – ovvero tutte le società che operano a Noventa di Piave – si coordinino in un tavolo istituzionale con il Comune di Noventa di Piave, con la Città metropolitana di Venezia, con il Prefetto di Venezia e con l’Assessorato regionale al lavoro, al fine di trovare tutte le soluzioni possibili per favorire la ricollocazione. Aspiag si è resa disponibile a farsi carico della situazione, anche con ulteriori risorse economiche.

C’è infine da regolamentare il sacrosanto diritto di sciopero dei lavoratori da esercitare nei limiti delle leggi che regolano la circolazione delle merci deperibili.
Vogliamo definire regole certe per contemperare l’esercizio del diritto di sciopero con la tutela di prodotti di prima necessità per i cittadini.
Ci siamo mossi, in definitiva, con un’obbiettivo fondamentale: garantire l’occupazione e un futuro a tutti i lavoratori, tutelando i loro diritti.
I Cobas, invece, hanno impostato tutta la loro azione sindacale per massimizzare una buonuscita sostanziosa per i lavoratori, dando per scontato la perdita del posto di lavoro.
Noi consideriamo questa una strategia di cortissimo respiro, che lascia i lavoratori senza futuro.
Legittimo pensarla diversamente, molto meno opportuno organizzare manifestazione da parte di un sindacato davanti alla sede di un altro sindacato.
Questo non produce alcun risultato, se non alimentare la guerra tra poverti, che un’organizzazione dei lavoratori non dovrebbe mai favorire, perché a beneficiarne non può che essere chi vuole ridurre diritti e dignità per il mondo del lavoro”.