Basso CGIL Veneto: i dati del mercato del lavoro nel 2024 non sono affatto incoraggianti, come sostiene la regione. Tra cali di assunzioni, crisi aziendali e cassa integrazione stiamo perdendo il manifatturiero

Basso CGIL Veneto: i dati del mercato del lavoro nel 2024 non sono affatto incoraggianti, come sostiene la regione. Tra cali di assunzioni, crisi aziendali e cassa integrazione stiamo perdendo il manifatturiero

Tiziana Basso, Segretaria generale Cgil Veneto: “Zaia e l’assessora Mantovan parlano di incoraggiante aumento dei posti di lavoro, ossia un saldo di 28500, ma nel 2023 il saldo era di 37.000! Poi di che contratti si parla? Quelli stabili, ossia a tempo interminato, scendono dai 34.600 del 2023 ai 29.100 dello scorso anno e di contro aumentano i contratti precari e i part time. Quello che invece aumenta sono le ore di cassa integrazione, concentrate, come lo è il calo delle assunzioni, soprattutto sul settore manifatturiero. Questo quadro non è per niente incoraggiante, anche perché se le ore lavorate continuano a precipitare esponenzialmente, chi lavora nei settori del manifatturiero si impoverirà ulteriormente. Non possiamo rinunciare alla vocazione manifatturiera della nostra regione come non possiamo perdere altri posti di lavoro e continuare a chiudere aziende. La strada da intraprendere per bloccare il disastro è quella di avviare politiche industriali serie, anche regionali, finalizzate ad una reindustrializzazione e alle riconversioni digitale energetica ed ecologica orientando le risorse a questi obiettivi, e finalizzate anche a qualificare il lavoro per garantire salari più dignitosi”.

Continuando a navigare sul sito acconsenti all'uso di Cookie Tecnici che permettono di offrire la migliore esperienza di navigazione, come descritto nell'informatva sulla privacy.