A PADOVA, ITINERARI DI GUERRA ALLA RICERCA DELLA PACE

L’Associazione per la Pace, l’ANPI, lo SPI CGIL, la Rete degli Studenti, Unione degli Studenti, ACS e Centro Studi Ettore Luccini propongono una serie di iniziative, film, dibattiti, escursioni, mostre per ricordare il Centenario della Prima Guerra Mondiale.

  • Il film

Il programma, che prevede una serie di appuntamenti fino a metà giugno, ha preso il via con la proiezione del film di Christian Carion: “Joyeux Noel, una verità dimenticata dalla storia”. Il film racconta il “miracolo” accaduto il 24 dicembre del 1914, quando i soldati francesi, scozzesi e tedeschi escono dalle trincee abbandonando i fucili per brindare tutti insieme. La storia inizia con l’esibizione di due cantanti lirici recatisi sul fronte tedesco. Dopo la prima strofa di Astro del ciel il “nemico” scozzese risponde accompagnando la canzone con la cornamusa e così si incontrano sulla terra di nessuno, si scambiano doni e bevono champagne e whisky mostrandosi le foto dei familiari. Purtroppo il duro intervento dei comandanti dopo poche ore riporterà tutto a come era prima.

Seguiranno diversi altri appuntamenti:

  • Incontro – Dibattito

Mercoledì 18 marzo, alle ore 17.30, presso la sala conferenze “Peppino Impastato” di Banca Etica in via Niccolò Tommaseo 7, si discuterà di “Interventismo e neutralismo ieri ed oggi”, con le relazioni di due ricercatori del Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali dell’università di Padova: Giulia Simone ed Andrea Cofelice.

  • Le mostre

Domenica 29 marzo partirà da Padova un pullman alla volta di Trento, dove saranno visitate le mostre “La grande guerra sul grande schermo” e “I trentini nella guerra europea 1914 – 1920”, presso le Gallerie di Piedicastello.

  • Il libro

Il 21 aprile, presso la libreria Feltrinelli, presentazione del libro “Come cavalli che dormono in piedi” di Paolo Rumiz con la presenza dell’autore.

  • Il documentario

Il 27 maggio proiezione del documentario di Paolo Rumiz “L’albero tra le trincee”.

  • La conferenza

Il 13 maggio, Incontro con Michele Nardelli sul tema “Come si costruisce il nemico”, con particolare riferimento alla guerra dell’ex Jugoslavia e alle tecniche che hanno trasformato una convivenza pacifica in una guerra fratricida.

  • L’escursione

Il 13 giugno sarà organizzata un’escursione dei Sette Comuni: Monte Cengio o Ortigara.

Per l’autunno saranno organizzati una Conferenza con Lucio Caracciolo su “Il significato di guerra mondiale ai nostri giorni” e un’escursione sul Pasubio.

  • Il perchè

L’obiettivo – dichiarano gli organizzatori – è quello di far uscire questo anniversario dalla retorica sul completamento del Risorgimento e sulla conclusione del processo unitario del nostro paese e affrontarlo invece dal punto di vista dell’immane macello che ha sconvolto l’Europa in quegli anni, mettendo anche in risalto le forme di opposizione alla guerra che ci sono state in tutti i fronti e cercando di capire e comprendere il punto di vista dei cosiddetti “nemici”.

Un percorso che consentirà di attualizzare le problematiche che quella tragedia non ha risolto, tanto è vero che, vent’anni dopo, è scoppiato un nuovo conflitto mondiale ed alcune questioni sono ancora aperte nell’Europa di oggi; basti pensare all’Ucraina o, tornando indietro di appena vent’anni, alla Guerra dei Balcani.

Vogliamo stimolare un altro punto di vista, un punto di vista pacifista, particolarmente prezioso in una fase di conflitti che stanno insanguinando il Medioriente e l’Est Europa, che gli interventi armati non fanno altro che acuire.

La memoria sulla prima guerra mondiale può servire innanzitutto a questo, a trovare gli strumenti giusti per garantire la pace e la convivenza nel mondo contemporaneo, evitando di commettere gli errori che un secolo fa hanno prodotto milioni di morti aprendo le porte al baratro in cui è caduta l’Europa con il Nazifascismo.

Per coltivare la Memoria utilizzeremo l’arte del Cinema, l’approfondimento culturale, la presentazione di libri, la visita ai musei; percorreremo le montagne della guerra per vedere da vicino i luoghi dove si è combattuto e tanti ragazzi di allora hanno perso la vita.

Ci rivolgiamo ai ragazzi di oggi, perché il futuro del mondo è nelle loro mani”.