Il Veneto merita di più: Presidio della Cgil Veneto a Venezia

Il Veneto merita di più: Presidio della Cgil Veneto a Venezia

Questa mattina la Cgil del Veneto e le Cgil provinciali di Belluno, Rovigo, Padova Treviso, Verona, Venezia e Vicenza erano in presidio davanti al Consiglio regionale del Veneto in Calle XXII Marzo a Venezia, per protestare contro un bilancio che non sostiene le famiglie, la sanità pubblica, il welfare, il lavoro e l’ambiente e non contrasta l’emergenza abitativa.

Al termine del presidio, la Segretaria generale della Cgil Veneto Tiziana Basso e la Segretaria generale dello Spi Cgil Veneto Nicoletta Biancardi sono state ricevute insieme ad una delegazione da tutti i Capigruppo di maggioranza e minoranza e dal Vicepresidente del Consiglio regionale.

Tiziana Basso: “Nel corso dell’incontro con i Capigruppo abbiamo ribadito con forza le nostre richieste, registrando l’interesse sia della minoranza che della maggioranza. Quest’ultima però si è ancora una volta non ha recepito la nostra proposta dell’addizionale Irpef per i redditi altissimi, una misura che permetterebbe finalmente di investire in welfare e sanità. Attendiamo i prossimi tre giorni per vedere se nella fase conclusiva della discussione potranno essere accolte almeno alcune delle nostre istanze su cui continueremo a insistere anche per il prossimo bilancio”.

“Per il bilancio regionale la Regione avrebbe dovuto utilizzare la propria autonomia fiscale per sostenere i servizi – continua Tiziana Basso – dimostrando maggiore coerenza nell’individuazione delle priorità e degli interventi da finanziare. Serviva maggiore coerenza anche rispetto alle dichiarazioni espresse in campagna elettorale e all’insediamento della nuova Giunta, quando si parlava di forte attenzione alla tutela della salute, all’inclusione sociale e allo sviluppo sostenibile, di impegno ad affrontare con politiche mirate la sfida demografica, sociale e ambientale e a perseguire una società inclusiva con al centro la persona. Tutte promesse che con questo Bilancio regionale non saranno tradotte in azioni concrete”.

Di seguito si riepilogano in sintesi le richieste della Cgil Veneto:

SANITÀ PUBBLICA: un piano straordinario di assunzioni, formazione e valorizzazione dei diversi profili sanitari e socio-sanitari: indispensabile per salvaguardare e rafforzare il sistema sanitario pubblico, ridurre le liste d’attesa e per garantire a tutte e tutti il diritto alla salute.

CASA: ripristinare e incrementare i fondi per il sostegno agli affitti e alle morosità incolpevoli; realizzare un Piano pluriennale di incremento dell’edilizia residenziale pubblica.

SOCIALE: incrementare i fondi per la non autosufficienza con il potenziamento dell’assistenza territoriale e domiciliare, fondamentali per tutto il Veneto, in particolar modo per aree interne/svantaggiate come quelle di Belluno e Rovigo. Fondi per il contenimento dei costi per le rette dei Centri diurni e delle Case di riposo, che gravano maggiormente in alcune province come Venezia.

AMBIENTE: garantire la messa in sicurezza e la bonifica delle tante aree e falde acquifere inquinate presenti nel territorio veneto, da Porto Marghera a tutta l’area contaminata dai Pfas tra le province di Vicenza e Verona.

POLITICHE INDUSTRIALI E LAVORO: investimenti e incentivi a sostegno dei percorsi di specializzazione e riconversione green nei diversi settori produttivi; dell’accelerazione nello sviluppo dell’energia da fonti rinnovabili; della mobilità sostenibile potenziando e incrementando il trasporto pubblico locale; di una giusta transizione per garantire riqualificazione e ricollocazione professionale, sostegno al reddito e buona occupazione. Fondi per integrare la cassa integrazione che in Veneto continua a gravare su migliaia di lavoratori e sulle loro famiglie, già duramente provate dall’aumento del costo della vita.

SICUREZZA SUL LAVORO: potenziamento degli organici degli Spisal e piena attuazione del piano strategico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, anche alla luce dell’inaccettabile incremento di morti sul lavoro, come quella avvenuta a Padova la scorsa settimana, e di malattie professionali, particolarmente accentuato nella provincia di Treviso.

STOP AI DEBITI INUTILI: dalla Pedemontana veneta, opera da 2,2 miliardi di euro con una concessione trentennale che obbliga la Regione a versare circa 300 milioni all’anno ai privati, ai rischi derivanti dagli oneri di copertura dell’eventuale deficit nella gestione dei Giochi olimpici e paralimpici Milano-Cortina 2026.

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