Tiziana Basso, Segretaria generale Cgil Veneto: “Siamo fermamente contrari alla proposta bipartisan sulle borse d’impiego, una misura una tantum che assomiglia più a una paghetta, tra l’altro a spese dei contribuenti, che non bloccherà l’esodo e non è in grado di dare una risposta concreta alle ragazze e ai ragazzi veneti .
Mentre in Veneto incombe sempre di più l’inverno demografico, con i giovani che scappano non solo all’estero ma anche in altre regioni d’Italia, e una popolazione che invecchia inesorabilmente, il Presidente Stefani propone in modo paternalistico un’integrazione temporanea per compensare i salari bassi proposti dalle imprese. Come dire che la collettività dovrà accollarsi al posto delle imprese l’onere di far raggiungere una dignità agli stipendi non dignitosi imposti ai neoassunti. Spesso talmente bassi da non permettere di pagare un affitto e costruire progetti di vita, tanto da spingere alcuni verso l’emigrazione. In Veneto molti giovani scelgono di andarsene: dal 2013 al 2023 sono emigrati 51.102 nella fascia d’età dai 18 ai 39 anni e ogni anno si vede quasi un raddoppio rispetto all’anno precedente, tanto che il rapporto del Cnel boccia il Veneto per quanto riguarda l’attrattività. È urgente arginare l’esodo anche perché si stima che entro il 2034 il numero di persone in età lavorativa (15-64 anni) calerà di circa 219.000 unità (-7,1%).
Come Cgil pensiamo che l’unica strada percorribile sia quella di dare risposte strutturali e sul lungo periodo: per convincere i giovani a restare bisogna migliorare le loro condizioni di accesso al mercato del lavoro in termini di salari e riconoscimento della professionalità e del percorso di studi, investire sul welfare pubblico, supportare le famiglie incrementando i servizi che sostengono la genitorialità, attivare politiche abitative efficaci per calmierare gli affitti e dare un limite agli affitti brevi, creare un fondo regionale per l’emergenza affitti e recuperare il patrimonio abitativo. Gli strumenti per attrarre i giovani ci sono, basta che ci sia anche la volontà politica per attivarli”.