Presentazione della ricerca Ires “Integrazione socio-sanitaria: tra fragilità e vulnerabilità”

Presentazione della ricerca Ires “Integrazione socio-sanitaria: tra fragilità e vulnerabilità”

Oggi, presso la sede della Cgil Veneto a Mestre è stata presentata la ricerca Ires Veneto “Integrazione socio-sanitaria: tra fragilità e vulnerabilità” curata da Barbara Bonvento e commissionata da Cgil Veneto, Fp Cgil e Spi Cgil Veneto.

La ricerca indaga gli ambiti più esposti della fragilità e della vulnerabilità, dalla povertà alla marginalità sociale, dal disagio giovanile alla salute mentale fino alle dipendenze passando per minori, giovani, migranti, disabili e anziani non autosufficienti.

I dati restituiscono un quadro complesso: in Veneto fragilità e vulnerabilità si intrecciano e generano bisogni che richiedono risposte integrate. La povertà relativa riguarda il 7,7% della popolazione e il 7,4% rinuncia alle cure. Il 28,4% degli over 65 presenta limitazioni funzionali e il 3,8% della popolazione vive con disabilità gravi. Tra i giovani, il 10,5% è NEET, mentre quasi la metà degli anziani over 75, il 48,4%, vive solo. A queste fragilità si aggiungono 4.886 persone senza fissa dimora, di cui il 16,3% di origine straniera.

Sul fronte dei servizi, il Veneto dispone di 109 consultori familiari, uno ogni 44.500 abitanti, ben lontano dallo standard di uno ogni 20.000. I centri antiviolenza sono uno ogni 95.000 abitanti e le case rifugio appena 0,12 ogni 10.000. I servizi per le dipendenze a bassa soglia sono 0,5 ogni 100.000 abitanti, mentre la copertura dei servizi educativi per la prima infanzia si ferma al 26,8%, sotto il nuovo obiettivo del 45%. Per gli anziani, le strutture residenziali offrono 28 posti ogni mille over 65, mentre quelle semiresidenziali si fermano a 1,52 ogni mille.

Il report evidenzia una significativa disomogeneità territoriale nell’erogazione dei servizi, con zone in particolare sofferenza come il rodigino e il bellunese, e la stretta correlazione tra adeguatezza delle strutture, degli organici e delle risorse e qualità dei servizi e delle risposte ai crescenti bisogni della popolazione.

Il personale è insufficiente: i pediatri sono 503, in calo rispetto agli anni precedenti, i medici di base 2.721, con una riduzione di 349 unità rispetto al 2020, e gli assistenti sociali 1.111, con solo il 33% delle ULSS che raggiunge i livelli essenziali. Gli educatori in Italia sono 94.800, ma il fabbisogno stimato dal PNRR è di ulteriori 47.000. La spesa pro capite dei Comuni per famiglia e minori è di 12,46 euro, per gli anziani 711,36 euro, per la marginalità 13 euro, mentre quella per dipendenze è di 43 euro. La spesa socio-sanitaria complessiva è di 84 euro pro capite, con forti differenze tra ULSS.

L’integrazione socio-sanitaria non è solo una questione di risorse, ma di coordinamento, prossimità e capacità di costruire reti solide tra istituzioni, comunità e servizi. È questa la strada per un welfare regionale che sappia affrontare le sfide della fragilità contemporanea.

Paolo Righetti, Dipartimento Welfare Cgil Veneto: “Il neo eletto Presidente Stefani, durante la campagna elettorale ha manifestato attenzione sui temi della sanità e del sociale promettendo universalità, prossimità e appropriatezza dei servizi. Sollecitiamo ad essere coerente e mettere al centro della programmazione regionale il potenziamento degli strumenti di protezione sociale, del sistema sanitario e socio sanitario pubblico, il rafforzamento di tutta la filiera dell’assistenza territoriale e il miglioramento della qualità complessiva dei servizi e delle prestazioni. A tal fine servono risorse economiche, umane e professionali adeguate ai fabbisogni reali. Riteniamo inoltre fondamentale il ruolo di programmazione e gestione dei distretti e un forte coordinamento tra le strutture dell’assistenza territoriale, soprattutto per i territori più periferici e disagiati per garantire a tutti e ovunque il diritto alla salute e all’assistenza e non costringere tanti a rinunciare alla prevenzione e alle cure, come purtroppo sta già accadendo. Il Presidente e gli Assessori competenti dimostrino di partire con il piede giusto riattivando immediatamente il tavolo di consultazione permanente con le organizzazioni sindacali confederali”.

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