“L’inflazione, secondo gli ultimi dati Istat, è scesa di appena lo 0,1% nel mese di settembre, molto meno di quanto sia scesa in Europa (- 0,9%). E non dobbiamo mai dimenticare che questo non vuol dire che i prezzi siano diminuiti, semplicemente che è rallentata la loro crescita. L’aumento per il carrello della spesa è ancora sopra l’8%. Sono numeri dietro i quali si nasconde l’impossibilità, per chi vive di lavoro o di pensione anche qui in Veneto, di arrivare alla fine del mese. Sono oltre due milioni i lavoratori dipendenti della nostra Regione, ed è proprio su di loro che si sta scaricando un’inflazione da profitti che sta arricchendo i pochi a discapito dei molti. Si sta verificando, in definitiva e nella sostanziale indifferenza del Governo, l’impoverimento di milioni di persone. Un vero e proprio dramma sociale che non sarà certo affrontato con il “trimestre anti inflazione”, poco più di una dichiarazione d’intenti, non vincolante per nessuno, di cui misureremo a breve l’inefficacia. Non c’è alternativa ad alzare i salari, sia con i rinnovi contrattuali (a partire da quelli pubblici), sia con la leva fiscale, rendendo le tasse davvero progressive per tutti. E non sono più rinviabili una tassazione adeguata degli extra profitti e una lotta senza quartiere all’evasione fiscale, altrimenti non si troveranno risorse per tenere in piedi il nostro welfare, sempre più in difficoltà nel dare risposte alle necessità dei cittadini, in particolare dei più fragili”.
Dichiarazione di Tiziana Basso, segretaria generale Cgil Veneto, su inflazione e inerzia del Governo
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