QUOTA 100: INPS CHIEDE LAVORO DOMENICALE

Per far fronte alle domande di Quota 100 l’Inps veneto vuol fare lavorare i dipendenti di sabato e domenica.
Lo rileva Assunta Motta, segretaria della FP Cgil regionale. Siamo al caos. L’istituto non ha personale sufficiente. Negli ultimi 4 anni sono usciti dagli uffici veneti 350 lavoratori ed oggi l’organico totale è di 1.462 persone. Altri ne usciranno con quota 100 ma i concorsi ne immetteranno in misura non sufficiente e comunque non prima di fine anno.

Questa la dichiarazione di Motta:

“La prossima scadenza che l’Istituto è chiamato a fronteggiare a brevissimo è la liquidazione della quota 100. Le scelte politiche del governo del momento, ancora una volta, aumentano il carico di lavoro del personale di INPS che versa in una situazione di grave carenza di organico e che a malapena riesce a garantire il quotidiano.
In Veneto la situazione è da tempo particolarmente drammatica in quanto negli ultimi 4 anni il personale si è ridotto di oltre 350 unità e le recenti assunzioni non hanno minimamente soddisfatto le esigenze che erano state rappresentate. Le prossime assunzioni sono previste per fine anno e quindi oltre l’attuale esigenza e comunque non saranno sufficienti a ripianare le carenze.
In questi ultimi giorni l’Istituto sta chiedendo ai lavoratori di rendersi disponibili per aperture straordinarie di sabato e di domenica per soddisfare le necessità legate a Quota 100. Non ci si rende conto che questa modalità rischia di aumentare ulteriormente il carico di lavoro degli uffici e crea una evidente disparità di trattamento fra i cittadini in quanto se si dà priorità alle pensioni legate a quota 100 si finisce di mettere in coda tutto il resto che continuerà ad attendere la liquidazione della propria posizione pensionistica.
Non riteniamo che le eventuali ulteriori aperture in giornate di regolare chiusura possano risolvere i problemi che ricadono ancora una volta sulle spalle sempre degli stessi lavoratori.
Per poter lavorare in modo da soddisfare le esigenze è necessario commisurare adeguatamente l’organico delle sedi, attraverso un piano serio di assunzioni, evitando di fare scelte che non garantiscono certezza e continuità”.