POSTE: È SCIOPERO DEGLI STRAORDINARI

Venti giorni di sciopero degli straordinari alle poste in tutta la regione. Lo ha proclamato la slc-cgil del veneto dal 1 al 21 agosto e riguarderà tutti i settori.
I problemi, derivanti da carenze di personale, alto livello di precarietà e peggioramento delle condizioni di lavoro, vanno sempre più acuendosi e nell’estate si è passato il segno.

Di seguito il comunicato della Slc Cgil del Veneto

“Non passa giorno senza che il disservizio postale conquisti titoli sui giornali.
Ma i cittadini lo devono sapere che lo scadimento del servizio va di pari passo con il peggioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti delle Poste: pochi, malpagati, con un’Azienda che pretende senza dare.

L’orario di lavoro è diventato un optional, rispetto a pretese di una prestazione di lavoro progettata a tavolino, ma impraticabile nella realtà, con ritmi di lavoro che, per chi circola su un motorino per recapitare la posta, si traducono in costante repentaglio della sicurezza e della vita.
Gli Stabilimenti Postali del Veneto sono diventati vere “fabbriche”, ma di disorganizzazione. Per queste realtà, dietro l’angolo, c’è sempre una nuova ristrutturazione, per ridurre le teste, peggiorando la qualità del servizio.
Non gode di miglior sorte tutto il settore “impiegatizio”, per il quale la riduzione del personale va solo di pari passo con l’aumento della domanda di fatturato sulle attività commerciali, sacrificando gli ultimi residui di socialità del servizio, mentre è sempre più a repentaglio l’apertura mattutina dell’Ufficio Postale.
L’uso disinvolto del precariato, ormai incoraggiato da una legislazione sempre più orientata alla distruzione di lavoro stabile, ha passato ogni limite, senza offrire a questi lavoratori (ormai, sempre più spesso, neanche giovanissimi) sbocchi occupazionali fissi.
I processi della cosiddetta riorganizzazione (leggi = taglio di posti di lavoro), sono sempre all’ordine del giorno, con un taglio dei costi incurante della qualità del servizio alla collettività.

Ma tutto questo, questa amara ricetta, per il Veneto, si spinge sempre un po’ più in là che in altri territori.
Ed è per questo che riprendiamo la mobilitazione da dove l’avevamo interrotta pochi mesi fa, nell’incertezza del vertice aziendale. E questa volta è una mobilitazione che comincia d’estate, quando i livelli di insufficienza del personale sono all’apice, ma è traguardata all’autunno, nel tentativo di condizionare l’agenda di chi guida l’Azienda a prestare una maggiore attenzione a questa regione, oltre che a cambiarla, finalmente, questa ricetta.
La qualità e socialità del servizio, per noi, vanno di pari passo con la tutela dei posti di lavoro”.

 

Tutto quello che non va:

1 _ nel recapito
■ scadimento del servizio reso alla clientela;
■ mancata copertura di organico e scorta in violazione degli accordi;
■ impraticabilità della prestazione per le zone a giorni alterni e gravi sperequazioni fra zone di recapito;
■ mancato rispetto della durata dell’orario di lavoro;
■ carenze nella sicurezza nel lavoro.

2 _ negli stabilimenti del Veneto della rete logistica
■ organizzazione caotica e inefficace del CMP di Padova e rilancio dei Centri di Venezia e Verona;
■ restituzione degli RT per i lunedì coincidenti con festività;
■ violazioni della sicurezza sul lavoro.

3 _ nella sportelleria e negli specialisti commerciali
■ insufficienza di personale non più sostenibile;
■ mobilità temporanee incontrollate;
■ stressanti pressioni commerciali;
■ violazione degli accordi sull’organico minimo;
■ inadeguatezza delle dotazioni strumentali.

4 _ nel contact center
■ modifiche unilaterali e non contrattate degli orari, ritmi e condizioni di lavoro stressanti.

5 _ nei settori di staff
■ 
unilaterali processi di riorganizzazione.

6 _ per i lavoratori con contratto a tempo determinato
■ 
condizioni di precarietà senza sbocco, sfruttamento e vessazione;

7 _ per tutti i lavoratori
■ 
utilizzo smodato e repressivo dello strumento disciplinare.

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