Manifestazione SILP domani a Montecitorio

Lavoratori della polizia domani a Montecitorio per il contratto e migliori condizioni di lavoro. Vuoti di organico in tante questure venete. I pensionamenti in arrivo li renderanno ancora più problematici. I motivi della protesta spiegati da Fabio Malaspina, segretario regionale del Silp Cgil.

COMUNICATO STAMPA SEGRETERIA REGIONALE SILP CGIL

25 luglio: protesta dei poliziotti a Roma per le mancate promesse del governo in materia di sicurezza

Venezia, 24 luglio 2019 – “Governo del cambiamento? Sulla sicurezza cambia poco o niente. Molti slogan, molte promesse ma i problemi della sicurezza, anche nella nostra regione, sono e restano gli stessi rispetto a 14 mesi fa, quando si è insediato l’esecutivo Conte. Siamo senza contratto di lavoro da oltre 200 giorni e non ci sono risorse adeguate per correggere il riordino interno delle carriere. Una doppia penalizzazione per chi veste una divisa, destinato ad avere nei prossimi anni stipendi peggiori rispetto al passato. Per questo anche noi dal Veneto saremo presenti a Roma domani 25 luglio, davanti a Montecitorio, per far sentire la nostra voce”.
Lo afferma Fabio Malaspina, Segretario Regionale Silp Cgil del Veneto.
“Questa è la nostra tredicesima manifestazione nazionale negli ultimi cinque anni.  A partire dal luglio 2014 ad oggi, abbiamo fatto sentire alta la nostra voce per il malcontento di uno dei settori più delicati del sistema Paese: Renzi, Gentiloni prima, ed ora per la terza volta il premier Conte, hanno dovuto e devono ascoltare e confrontarsi su temi concreti e urgenti, oggi come e più di ieri.” 
“Nessun altro sindacato di Polizia – continua il sindacalista – ha manifestato tanto in questi anni, qualunque fosse il governo e qualunque la maggioranza parlamentare che lo sosteneva, con l’unico scopo di tutelare realmente le donne e gli uomini che ogni giorno garantiscono standard elevati di sicurezza ma che non vedono riconosciuto, con i fatti e non con vuote parole, nuovi e maggiori diritti e rinnovi contrattuali adeguati ai sempre maggiori impegni a cui siamo chiamati. Per noi non ci sono governi amici, tanto meno governi nemici. Ci sono solo governi, a volte credibili, altre volte molto meno. La credibilità dipende dai fatti, non dalle parole o dai like”.
“Per quel che riguarda il rinnovo del contratto di lavoro, scaduto da oltre 200 giorni – dice Malaspina – dal governo ancora nessun segnale, mentre le risorse ad oggi previste garantiscono a malapena il tasso di inflazione programmata. Non solo il governo, tanto attento a parole quanto distratto nella sostanza, non ha ancora riunito la controparte per discutere un rinnovo economico per il triennio 2019 – 2021 degno di questo nome, ma non ha ancora trovato il tempo per concludere la coda normativa del vecchio accordo, sottoscritto dal precedente governo dopo gli anni del blocco contrattuale che ha penalizzato tutto il pubblico impiego. Sul piano dei diritti, così come sul versante economico, i poliziotti sono stati abbandonati proprio da chi non perde l’occasione, ogni giorno, di sfruttare a proprio sfacciato vantaggio il consenso e il rispetto che giunge alla Polizia dalle persone perbene di questo Paese.
“Anche sugli organici e sulle assunzioni – conclude Fabio Malaspina – si fa molta propaganda perché ad oggi, anche nella nostra regione, sono arrivati pochissimi nuovi poliziotti in più nelle questure o nelle specialità (Polizia ferroviaria, di frontiera, postale e delle comunicazioni, stradale), rispetto a quanto previsto dal vecchio piano di assegnazioni. Le nuove assunzioni tanto annunciate, infatti, ‘sforneranno’ agenti solo nel 2020 e comunque si tratta di numeri che non compenseranno affatto i molti pensionamenti previsti. Basti pensare che una questura come quella di Vicenza solo due anni fa, nel 2017, aveva 231 poliziotti mentre a giugno scorso era già scesa a 216, pur avendo ricevuto 6 nuovi agenti sui promessi 15 che dovrebbero costituire il rafforzamento definitivo promesso dal Ministero. Se a questo aggiungiamo che entro fine anno andranno in pensione almeno 18 colleghi, i conti sono presto fatti e la situazione non può che essere definita desolante”.
“Uguale situazione vivono – continua Malaspina – le questure di Belluno e Rovigo, ormai sottodimensionate in maniera persino scandalosa, con interi e importanti uffici che non raggiungono più nemmeno le dieci unità. O come Treviso, altra città dove la questura dal 2011 ad oggi ha visto diminuire il personale di 50 unità, mentre crescono gli impegni, sul fronte burocratico come ufficio Passaporti o Immigrazione, il controllo del territorio con le Volanti sempre più in difficoltà, gli uffici investigativi impegnati allo spasimo, le mille occasioni che impegnano il personale in servizio di ordine pubblico, con il relativo strascico di fatica fisica e stress da recuperare, straordinari in esubero e mal pagati, mentre l’arretrato cresce negli uffici”.
“Per questo – conclude il segretario regionale del SILP CGIL – la nostra mobilitazione non è iniziata oggi e non terminerà certamente il 25 luglio”.