Venezia: più risorse per le soprintendenze a corto di organico

Le sollecita la Fp Cgil a fronte delle gravi carenze di organico che incidono sulle capacità di monitoraggio del patrimonio. Ciò è indispensabile sia per quantificare i danni dopo il disastro del 12 novembre che per creare un sistema di pronto intervento per eventi futuri.
Lo dicono Debora Tosato, Coordinamento regionale beni culturali Funzione Pubblica CGIL Veneto, e Assunta Motta, Funzione Pubblica CGIL Veneto.

“La Funzione Pubblica CGIL del Veneto – affermano Tosato e Motta – esprime in primo luogo la solidarietà e la vicinanza agli abitanti di Venezia, duramente colpiti dalla marea eccezionale e dal forte vento che hanno causato allagamenti e danni alle case, agli edifici monumentali, alle chiese, alle librerie, agli archivi, alle biblioteche e a vari musei della città, causando seri disagi anche alle isole e ad alcuni comuni situati sulla costa litoranea.
Il primo pensiero va ai cittadini, ai volontari, alla Protezione Civile e a quanti si sono finora attivati e prodigati per dare un aiuto concreto e un soccorso alle persone in difficoltà.
A fronte della grave carenza di organico delle professionalità in servizio presso le Soprintendenze territoriali, più volte denunciata, segnaliamo con preoccupazione e con forza al Ministro Franceschini la necessità di implementare con nuove risorse il monitoraggio costante del patrimonio storico artistico di Venezia e laguna, finalizzato a quantificare in primo luogo i danni subiti, e a creare un sistema di prevenzione e pronto intervento per gli eventi futuri, con ogni probabilità destinati a ripetersi a breve termine.
La delicatezza del contesto storico, artistico, ambientale e culturale della città di Venezia e di tutto il Veneto impongono una seria riflessione e un’assunzione di responsabilità che devono coinvolgere, in un’azione di confronto e di collaborazione costruttiva, tutti gli enti interessati nell’amministrazione e nella gestione delle città, dai Comuni, alla Regione, ai Ministeri, affinché siano dati segnali concreti in termini di progettualità e di prevenzione dei rischi, che non sono legati a situazioni emergenziali ma alla quotidianità dei cambiamenti climatici e della gestione dei fortunali e delle mareggiate, che non si limitano ad allagare la città. Desideriamo infine manifestare il nostro sostegno ai lavoratori e alle lavoratrici che si spendono tutti i giorni per la tutela dei beni culturali pubblici, garantendo – come è stato fatto in queste ultime ore – la massima disponibilità e abnegazione nella salvaguardia e nella valorizzazione del patrimonio storico di libri, documenti antichi e opere d’arte, percepito come bene comune”.