VENETO: GLI OVER 65 HANNO SUPERATO IL MILIONE

Il Veneto continua ad invecchiare ed ormai quasi un quarto dei residenti ha più di 65 anni, mentre il 6,5% è ultraottantenne. Lo rileva un’indagine dello Spi regionale (su base Istat) secondo cui gli ultrasessantacinquenni hanno toccato la cifra di 1.081.371 (il 20% in più rispetto a 10 anni fa).
L’indice di invecchiamento – rapporto fra anziani (over 65) e giovanissimi (under 14) – conferma il trend: se nel 2006 ogni 100 giovanissimi c’erano 138 anziani, ora vi sono 100 under 14 ogni 159 ultrasessantacinquenni.

Gli anziani soli sono 2 su 5 (+ 6% rispetto a dieci anni fa).
Tra gli ultraottantenni, il cui numero in dieci anni è cresciuto del 33,7%, la maggioranza (65%) sono donne che mantengono un’aspettativa di vita più alta rispetto agli uomini. Nel contempo è raddoppiato il numero degli ultracentenari (1.569 rispetto ai 751 di dieci anni prima).
Per quanto riguarda le aspettative di vita e il volontariato in Veneto, lo Spi valuta che nel 2060 il numero di anziani aumenterà del 50% mentre l’aspettativa di vita è di 80 anni per gli uomini e di 85 per le donne.

Sul fronte del volontariato, il 15% dei veneti con una età compresa fra i 55 e i 64 anni è impegnato in una attività utile per la comunità. La quota scende al 13% fra gli anziani della fascia 65-74 anni e al 6% fra gli over 65.
Le pensioni sono basse. Secondo lo Spi il 35,5% dei pensionati vive con una pensione lorda inferiore ai mille euro mensili ed il 67% di essi porta a casa un assegno inferiore ai 750 euro. Le più penalizzate sono le donne: un’anziana su tre (33,4%) porta a casa meno di 750 euro lordi al mese, mentre fra gli uomini il dato è del 13%. Inoltre, il reddito da pensione medio per gli uomini è di 21.200 euro lordi l’anno mentre per le donne scende a 14.172 euro.

“L’indagine che abbiamo condotto confrontando i dati del 2006 con quelli del 2016 – spiega Rita Turati, segretaria generale dello Spi Cgil del Veneto –  fotografa il livello di invecchiamento della popolazione veneta. Tutto ciò non deve rappresentare un problema perché l’anziano è una risorsa con le sue fragilità e la sua forza. Però la politica deve per forza tenere conto dei dati sull’anzianità della popolazione. Per questo, bisogna rafforzare la contrattazione sociale sul territorio, prevedere una nuova legge sulla non autosufficienza, rivedere il sistema sanitario e portare avanti con forza i progetti sull’invecchiamento attivo. Ovviamente, resta fondamentale il tema delle pensioni, della difesa del loro potere d’acquisto, del superamento del divario economico fra donne e uomini”.