UNIONE DEI COMUNI DEL CONSELVANO A RISCHIO DISSOLVIMENTO

Cgil Cisl Uil preoccupate per le condizioni di lavoro ed il futuro dei servizi. Chiesti incontri a tutti i livelli ed annunciata un’assemblea con i cittadini.Questa la nota sulla conferenza stampa svoltasi nella Camera del Lavoro di Padova

Quella del Conselvano è un’ Unione che non è partita con il piede giusto e dopo poco più di un anno (dal 1 gennaio 2014) sembra già arrivata al capolinea. Il nuovo Presidente ha infatti informato le organizzazioni sindacali della decisione di due Comuni di recedere: Bovolenta e Candiana. Se anche gli altri Comuni seguissero l’esempio si aprirebbero problemi difficilmente risolvibili. Infatti anche per la pessima gestione del processo di unione dei servizi dei Comuni, fatta senza nessun coinvolgimento dei Sindacati, i dipendenti sono già passati da 110 a 95. Quindi le Amministrazioni uscendo dall’Unione non avranno personale sufficiente a coprire gli uffici. Va poi considerato che la legge obbliga i Municipi con meno di 5.000 abitanti a mettere insieme i servizi entro il 31 dicembre del 2015 quindi usciti da un’ Unione occorrerebbe dare vita ad un’ altra. Esiste il serio rischio che i finanziamenti previsti dalla Regione per favorire la creazione dell’ Unione del Conselvano, se ricevuti, dovranno essere restituiti quando sarà ufficializzato il fallimento e potrebbe trattarsi di circa 400.000 euro. Con il rientro dei lavoratori nei rispettivi Comuni occorrerà avviare una procedura burocratica che rischia di bloccare gli stipendi per dei mesi. Tutto questo avrà delle inevitabili e pesanti conseguenze sui servizi alla cittadinanza, che non potranno che essere tagliati o peggiorare nella loro qualità.

“Si tratta – dichiara Paola Fungenzi della Fp Cgil – di un clamoroso fallimento della politica, che sarà però pagato dalle famiglie che vivono nei 7 Comuni dell’Unione e dai lavoratori. Ci sono uffici che hanno accumulato 15 mesi di ritardi nelle pratiche e questa situazione non potrà che peggiorare. Non c’è alcuna certezza sui fondi destinati ai dipendenti per i quali in questi mesi non sono stati conteggiati gli straordinari e le ferie, solo per fare un esempio”.

“La posizione dei Sindacati – dichiarano Rosanna Bettella e Ivana Fogo dello Spi Cgil – è scettica sulle Unioni mentre è favorevole alle Fusioni, che garantiscono veri risparmi e l’ottimizzazione dei servizi. Sicuramente però la strada da percorrere non è quella di tornare alla logica dei piccoli comuni, che ormai non hanno le risorse per stare in piedi da soli. E’ una strada non conveniente e non consentita dalla legge”.

“La responsabilità – secondo Franco Maisto della Fp Cisl – è dei Comuni del Conselvano che per mesi non ci hanno ascoltato e non hanno tenuto fede a nessuna delle promesse fatte alla cittadinanza. Il progetto sta crollando su se stesso perché mancava un disegno e il minimo di organizzazione necessaria. Siamo di fronte al più brutto esempio di Amministrazione pubblica del Veneto”.

Michele Magrini, della Uil Fpl ha insistito sulla “necessità stabilita dalla legge di una massa critica di cittadini e di una determinata estensione territoriale per avere diritto alle sovvenzioni previste dalla legge. Il Sindacato ha dato la massima disponibilità a collaborare, ma sono rimasti inascoltati tutti i nostri appelli ad essere coinvolti per dare una mano ad affrontare e risolvere i problemi. A quanto pare solo due Comuni, Conselve e Terrazza padovana sono intenzionati a rimanere nell’Unione, che se le cose non cambiano è destinata ad un clamoroso fallimento”.

“Abbiamo chiesto un incontro – ha concluso Francesca Pizzo della Cisl – al Prefetto e all’Assessore regionale, ai quali vogliamo chiedere delucidazioni su quali sono le conseguenze cui incorreranno i Comuni violando la legge Del Rio. E organizzeremo un’assemblea con i cittadini per illustrare loro i rischi di disservizi ai quali vanno incontro e per ascoltare le loro preoccupazioni”.