Terminato lo stato di emergenza, ma non per Poste Italiane

Dallo scorso 1° aprile è terminato lo stato di emergenza, dichiarato all’inizio della pandemia, con un graduale “ritorno alla normalità”. Un ritorno alla normalità che, evidentemente, non vale per tutti, a partire da Poste Italiane, che non ha ancora riaperto l’intera rete degli uffici postali. Rimane infatti in vigore l’apertura parziale che era stata adottata durante la crisi sanitaria.

Sono così scoperte intere aree del territorio veneto con le conseguenti complicazioni di accesso ai servizi per la popolazione.

Questo è vero per realtà come Agordo, Pieve di Cadore e Sedico, ad esempio, dove non è più garantito il servizio pomeridiano, come per Sovramonte, dove da due anni l’apertura è a giorni alterni.

Nella città metropolitana di Venezia la situazione non è migliore: il centro storico ha almeno tre uffici aperti a giorni alterni e un solo ufficio aperto a doppio turno, su cui si riversa tutta la cittadinanza residente, e anche chi abita sulle isole e ha bisogno del servizio in orario pomeridiano.

Gli uffici sono razionalizzati, seppur a macchia di leopardo, in tutte le province venete.

A nostro avviso – dichiara Marco D’Auria, della segreteria Slc Cgil Veneto – il permanere di questa situazione determina una vera e propria negazione dei diritti di cittadinanza, con un accesso discriminante ai servizi essenziali, di cui ci si ricorda solo per i vincoli e gli obblighi in caso di sciopero. Tutto ciò è dovuto alla cronica carenza di personale che denunciamo da prima della pandemia.

Per questo motivo la vertenza della Slc continua. Per cambiare le cose, però, è necessaria anche la solidarietà della società civile e delle categorie economiche con la battaglia per ripristinare pienamente un servizio fondamentale.

Insieme ai sindacati Confsal e Ugl, abbiamo segnalato, attraverso una lettera ufficiale al Ministero dello Sviluppo economico, all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, al Consiglio regionale veneto e all’Anci Veneto, il protrarsi delle difficoltà delle lavoratrici e dei lavoratori di Poste Italiane e dei cittadini che hanno bisogno di servizi efficienti“. 

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